Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

Scalzi in corteo in sostegno dei profughi: oggi l'attesa manifestazione a Trieste

L'organizzazione: «Per chiedere un cambio nelle politiche di accoglienza dei migranti, i partecipanti cammineranno scalzi attraverso via Roma, p.zza V.Veneto, via Roma, Corso Italia, Questura, Loggia del Comune, fino a piazza Unità davanti alla Prefettura»

venerdì 11 Settembre 2015, ore 17.00
Silos del Porto Vecchio, Trieste    

«Per chiedere un cambio nelle politiche di accoglienza dei migranti, i partecipanti cammineranno scalzi attraverso via Roma, p.zza V.Veneto, via Roma, Corso Italia, Questura, Loggia del Comune, fino a piazza Unità davanti alla Prefettura. Le organizzazioni aderenti (tra le quali ACCRI, ARCI, I.C.S. Mosaico, Senza Confini Brez Meja, Consulta degli Immigrati, SEL, lista Tsipras, Rifondazione Comunista, CGIL, Comitato Danilo Dolci, Centro delle culture, Salaam Ragazzi dell'Olivo Comitato di Trieste) invitano a partecipare numerosi». Lo rileva in una nota l'organizzazione della manifestazione.

L’APPELLO DELLA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI

La marcia delle donne e degli uomini scalzi.
È arri­vato il momento di deci­dere da che parte stare.
È vero che non ci sono solu­zioni sem­plici e che ogni cosa in que­sto mondo è sempre più com­plessa.
Ma per affron­tare i cam­bia­menti epo­cali della sto­ria è neces­sa­rio avere una posizione, sapere quali sono le prio­rità per poter pren­dere delle scelte.
Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi.
Di chi ha biso­gno di met­tere il pro­prio corpo in peri­colo per poter spe­rare di vivere o di soprav­vi­vere.
E’ dif­fi­cile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo.
Ma la migra­zione asso­luta richiede esat­ta­mente que­sto: spo­gliarsi com­ple­ta­mente della pro­pria iden­tità per poter spe­rare di tro­varne un’altra. Abban­do­nare tutto, met­tere il pro­prio corpo e quello dei tuoi figli den­tro ad una barca, ad un tir, ad un tun­nel e spe­rare che arrivi inte­gro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai biso­gno.
Sono que­sti gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro.
Le loro ragioni pos­sono essere coperte da decine di infa­mie, paure, minacce, ma è inci­vile e disu­mano non ascoltarle.
La Mar­cia degli Uomini Scalzi parte da que­ste ragioni e ini­zia un lungo cam­mino di civiltà.
E’ l’inizio di un per­corso di cam­bia­mento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo glo­bale di capire che non è in alcun modo accet­ta­bile fer­mare e respingere chi è vit­tima di ingiu­sti­zie mili­tari, reli­giose o eco­no­mi­che che siano. Non è pen­sa­bile fer­mare chi scappa dalle ingiu­sti­zie, al con­tra­rio aiu­tarli signi­fica lot­tare con­tro quelle ingiustizie.
Dare asilo a chi scappa dalle guerre, signi­fica ripu­diare la guerra e costruire la pace.
Dare rifu­gio a chi scappa dalle discri­mi­na­zioni reli­giose, etni­che o di genere, significa lot­tare per i diritti e le libertà di tutte e tutti.
Dare acco­glienza a chi fugge dalla povertà, signi­fica non accet­tare le sem­pre crescenti disu­gua­glianze eco­no­mi­che e pro­muo­vere una mag­giore redi­stri­bu­zione delle ricchezze.
Venerdì 11 settembre lanciamo da Venezia la Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi.
In cen­ti­naia cam­mi­ne­remo scalzi fino al cuore della Mostra Inter­na­zio­nale di Arte Cinematografica.
Ma invi­tiamo tutti ad orga­niz­zarne in altre città d’Italia e d’Europa.
Per chie­dere con forza i primi tre neces­sari cam­bia­menti delle poli­ti­che migra­to­rie euro­pee e globali:
1. Cer­tezza di cor­ri­doi uma­ni­tari sicuri per vit­time di guerre, cata­strofi e dittature
2. Acco­glienza degna e rispet­tosa per tutti
3. Chiu­sura e sman­tel­la­mento di tutti i luo­ghi di con­cen­tra­zione e deten­zione dei migranti
4. Creare un vero sistema unico di asilo in Europa supe­rando il rego­la­mento di Dublino
Per­ché la sto­ria appar­tenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro cam­mi­nare insieme.

Primi fir­ma­tari:
Lucia Annun­ziata, Don Vini­cio Alba­nesi, Gian­franco Bet­tin, Marco Bel­loc­chio, Don Albino Biz­zotto, Elio Ger­mano, Gad Ler­ner, Giu­lio Mar­con, Vale­rio Mastan­drea, Gra­zia Naletto, Giusi Nico­lini, Marco Pao­lini, Costanza Qua­tri­glio, Norma Ran­geri, Roberto Saviano, Andrea Segre, Toni Ser­villo, Ser­gio Staino, Jasmine Trinca, Daniele Vicari, Don Armando Zappolini

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