Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Scarichi in mare da nave in stabilimento Ausonia, Samer & Co: «Notizia fuorviante, erronea e inaccettabile»

«La Samer & Co. Shipping S.p.A., agente generale per l'Italia della U.N. Ro-Ro si è messa subito in contatto con la Capitaneria di Porto di Trieste e l'Autorità Portuale. Dai colloqui è emerso come il messaggio lanciato dall'articolo in questione sia fuorviante, erroneo e inaccettabile»

La Samer & Co. Shipping S.p.A., agente generale per l’Italia della U.N. Ro-Ro, compagnia del traghetto oggetto della segnalazione di scarichi in mare: «Abbiamo appreso con estremo disappunto, prima attraverso il sito www.ilpiccolo.gelocal.it nella serata di mercoledì 3 agosto, poi direttamente dalla pagine del quotidiano Il Piccolo di giovedì 4 agosto, che un traghetto dell’armatore turco U.N. Ro-Ro Isletmeleri A.S. di Instabul, in fase di attracco al Terminal di Riva Traiana, avrebbe versato in mare una certa quantità di rifiuti (sostanze maleodoranti si legge nel “catenaccio”) tra l’altro nei pressi di uno stabilimento balneare sempre molto affollato».

«I responsabili della Samer & Co. Shipping S.p.A. hanno immediatamente contattato il comandate della nave, per controllare se si fosse verificata qualche avaria. Nulla di tutto questo. Il traghetto infatti non ha scaricato alcun rifiuto in mare. La U.N. Ro-Ro è dotata di una flotta di quindici navi di ultima generazione e rispetta rigorosamente tutte le direttive mondiali sulla tutela dell’ambiente. Direttive garantite dall’importantissima  Convenzione Internazionale Marpol 73/78, che obbliga a ridurre al minimo l'inquinamento del mare derivante dai rifiuti marittimi, idrocarburi e gas di scarico. Durante la navigazione nell’Adriatico, le navi sono attentamente monitorate dalle Capitanerie di Porto italiane».

«Prima di arrivare a destinazione, in questo caso il Terminal di Riva Traiana a Trieste, il comandate della nave ha l’obbligo di comunicare alla Capitaneria tipo e quantità di rifiuti presenti a bordo, secondo l’ex articolo 6 della Direttiva 2000/59 della Comunità Europea, recepito dall’articolo 6 del Decreto Legislativo 24.6.2003 numero 182. Che obbliga anche e soprattutto a versare i rifiuti delle navi solo ed esclusivamente nelle apposite zone di raccolta dei porti. Non certo davanti ad uno stabilimento balneare. La mancata ottemperanza di queste norme comporta gravissime sanzioni per l’armatore, che possono arrivare fino al fermo della nave. Il punto infatti è proprio questo e lo vogliamo ribadire con fermezza».

«Scaricare rifiuti in mare – come si legge nel titolo e nell’articolo apparso a pagina 24 de Il Piccolo di giovedì 4 agosto – è un reato ambientale molto grave. Un reato che il traghetto della U.N. Ro-Ro non ha assolutamente commesso. La schiuma bianca citata nell’articolo, potrebbe essere derivata da altri fattori. Il mare molto calmo e le correnti provenienti da sud hanno probabilmente trasportato in Alto Adriatico delle acque inquinate, che forse la cavitazione dell’elica a passo variabile del traghetto hanno fatto risalire a galla. Di una cosa siamo certi, a smentita di quanto pubblicato: il traghetto della U.N. Ro-Ro non ha scaricato alcun rifiuto in mare».

«La Samer & Co. Shipping S.p.A. si è messa subito in contatto con la Capitaneria di Porto di Trieste e l’Autorità Portuale. Dai colloqui è emerso come il messaggio lanciato dall’articolo (di un quotidiano locale, n.d.r.) in questione sia del tutto fuorviante, erroneo e per certi versi  inaccettabile per chi opera da molti anni nel Porto di Trieste rispettando inderogabilmente tutte le direttive di legge».

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