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Sciopero mense, Dipiazza: «Basta sacrifici, se no non possiamo contestare disservizi» (FOTO-VIDEO)

Il sindaco, con l'assessore Brandi e il segretario generale Terranova, ha incontrato i lavoratori e le lavoratrici Dussmann che hanno incrociato le braccia per due giorni: «C'è chi prende 300 euro al mese»

L'80 per cento (al netto delle malattie) dei 154 lavoratori e lavoratrici della Dussmann hanno aderito allo sciopero indetto dai sindacati per dire basta alla «situazione che ormai va avanti da luglio: l'appalto così com'è stato stipulato è insostenibile; c'è un disagio sociale creato dal taglio delle ore e si lavora anche per 300 euro al mese. Poi ci sono anche controlli pressanti ogni ora e abbiamo paura a segnalare perchè c'è il rischio di ripercussioni», è in sintesi il pensiero espresso dalle circa 100 persone che hanno incontrato questa mattina, 2 giugno, il sindaco Roberto Dipiazza, l'assessore Angela Brandi e il segretario generale Santi Terranova

«Le pause he variano dalla mezz'ora all'ora e mezza e alcuni, visto che i tempi sono quelli che sono, restano a lavorare per senso di responsabilità - ha spiegato Brandi -. Sono state impartite direttive ai nostri coordinatori scolastici affinché verifichino i lavori effettivamente fatti perchè chi lavora ha diritto di essere pagato e gli straordinari vanno messi a regime».

«Queste sono le conseguenze dello scellerato job act perché le persone complessivamente coinvolte sono maggiori rispetto al precedente contratto, ma ovviamente le ore sono sempre quelle e quindi le retribuzioni individuali minori - ha spiegato Terranova -. Punteremo ad alzare la quota minima della retribuzione con la società. Gli appaltatori cambiano ma le persone restano e quindi si viene a creare un rapporto "familiare" tra i lavoratori stessi: purtroppo però io posso contestare qualcosa all'azienda solo di fronte al disservizio. Si sbaglia a dire "abbiamo una coscienza", perché chi guadagna dalla sua coscienza è l'appaltatore a cui io non posso contestare nulla».

«Paradossalmente facendo dei sacrifici, per il bene dei bambini, facciamo del male: voi adesso dovete applicare perfettamente le regole previste e dopo ci penseremo noi e i sindacati: l’Amministrazione è con voi. Applicheremo la legge e se dovremo faremo un “mazzo così” all’azienda», ha detto Dipiazza.

Alcuni lavoratori avevano chiamato in causo l'ex Amministrazione comunale, soprattutto l'ex assessore Antonella Grim chiedendo «qual è l'ottimo lavoro di cui parla tanto? La qualità del cibo, ma alle condizioni di lavoro qualcuno ha pensat?». «Gli appalti li fanno i dirigenti - ha replicato l'ex sindaco Roberto Cosolini -. Per quanto mi riguarda credo che l'azienda stia tirando troppo la corda. Avevamo trovato una soluzione credo percorribile anche adesso: è ora che le aziende capiscano che quando lavorano per il pubblico dovrebbero avere a cuore la qualità dei servizi oltre che gli utili».

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