Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Sciopero scuola, sindacati «in Fvg adesione del 40%, in discussione futuro dell'istruzione»

I sindacati: «La nostra battaglia non è solo per il contratto, ma per il futuro della scuola»

Uno sciopero degli studenti

Una buona adesione, che secondo le stime delle segreterie regionali Snals, Flc-Cgil, Cisl e Uil scuola si è aggirata attorno al 35-40%. Questo il primo bilancio dello sciopero di oggi, che in regione interessava 23mila lavoratori della scuola pubblica, dell’università e degli enti di ricerca, mobilitati per il rinnovo del contratto, fermo al 2009, per la stabilizzazione dei precari, per nuove assunzioni di personale Ata, contro la legge 107/2005 (quella sulla cosiddetta Buona Scuola) e i tagli all’istruzione e alla conoscenza.

«Dietro a questo asciopero – dichiarano i segretari regionali Giovanni Zanuttini (Snals), Adriano Zonta (Flc-Cgil), Donato Lamorte (Cisl scuola) e Ugo Previti (Uil scuola) – non c’è soltanto la richiesta di risorse finanziarie adeguate per incrementare le retribuzioni dei dipendenti, ma anche l’obiettivo di difendere la scuola come istituzione fondamentale per il Paese e di salvaguardare il suo ruolo di “comunità educante”, caratterizzata da principi di condivisione e collegialità, valorizzando il ruolo di coloro che quotidianamente vi lavorano. Chiediamo inoltre le immissioni in ruolo di coloro che sono stati esclusi dalla legge sulla Buona Scuola, tra cui gli insegnanti della scuola dell’infanzia, il personale educativo, gli Ata e quei docenti precari, oltre mille in regione, che pur avendo i requisiti previsti dalla Corte di Giustizia europea non hanno ancora visto riconosciuto il proprio diritto alla stabilizzazione». Denunciati anche i tagli al personale tecnico, che in regione ha determinato un “buco” di 150 posti, cui si somma un fabbisogno di almeno un’ottantina di dirigenti scolastici e amministrativi.

Questi i temi dello sciopero e della manifestazione regionale tenutasi questa mattina in piazza della Borsa, su niziativa dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, che ha visto una partecipazione di circa 300 persone. Tra gli interventi anche quello di Matteo Slataper, coordinatore regionale università della Flc-Cgil Fvg, che ha sottolineato i nefasti effetti dei tagli sugli atenei, a danno soprattutto delle stabilizzazioni e dei salari dei ricercatori italiani, costretti spesso a emigrare per vedere riconosciute le proprie capacità.

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