Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Scompenso Cardiaco Acuto: un Fenomeno in Continua Ascesa che in Friuli Venezia Giulia Determina 6 Mila Ricoveri ogni anno

È una sindrome invalidante, potenzialmente letale, che colpisce quasi 200 mila persone in Italia ogni anno. Dalla ricerca, nuove speranze di trattamento per la riduzione dei sintomi e della mortalità 16.4.2014 | 18.02 - Improvvisa sensazione di...

È una sindrome invalidante, potenzialmente letale, che colpisce quasi 200 mila persone in Italia ogni anno. Dalla ricerca, nuove speranze di trattamento per la riduzione dei sintomi e della mortalità

16.4.2014 | 18.02 - Improvvisa sensazione di annegamento, rapido aumento di peso dovuto all'accumulo di liquidi in tutto il corpo, battito cardiaco irregolare: sono questi i sintomi più frequenti dello scompenso cardiaco acuto. Sindrome invalidante, per la quale il cuore perde progressivamente la capacità di pompare in modo adeguato il sangue nell'organismo e che può avere conseguenze letali. Dei pazienti colpiti, il 3-4 % non sopravvive al primo episodio, il 20-30% muore nell'arco di un anno, il 70% entro 5 anni.

Lo scompenso cardiaco acuto è ancora più aggressivo di alcuni tumori avanzati, infatti, considerando la finestra temporale di 5 anni, ha un tasso di mortalità doppio rispetto alla mortalità dovuta al tumore al seno (35%) ed è superiore a quella causata dal tumore all'intestino (65%).

Un fenomeno in crescita - si tratta della più comune causa di ospedalizzazione per i pazienti con più di 65 anni - che in Italia registra quasi 200 mila casi ogni anno, oltre mille solo a Trieste. Oggi, finalmente, dalla ricerca arrivano nuove speranze di cura.

«Lo scompenso cardiaco è una una sindrome clinica che coinvolge più organi e che rappresenta la via finale comune di molte cardiopatie diverse- spiega Gianfranco Sinagra, Direttore Dipartimento Cardiovascolare Azienda Ospedaliero-Universitaria "Ospedali Riuniti" Trieste -. A seconda della gravità clinica del paziente, i dati sulla mortalità possono essere molto alti. Preoccupano anche i dati sulle riospedalizzazioni, circa il 20%, che tuttavia rispetto ad altre regioni d'Italia è basso, a testimonianza di una organizzazione ospedale-territorio con forti ed efficienti meccanismi di presa in carico. Purtroppo, i numeri sono destinati ad aumentare: in parte a causa dell'aumento dell'età della popolazione, in parte perché, paradossalmente, si sopravvive sempre di più agli infarti, ma al contempo si entra in una situazione cronica di scompenso cardiaco».

Oltre all'infarto, le più comuni cause che possono condurre a un episodio di scompenso acuto sono aritmia, ipertensione, danno permanente alle valvole cardiache, aterosclerosi, eccesso di alcol. I numeri confermano che si tratta di una patologia che non va sottovalutata. Oltre a un forte impatto sulla qualità di vita del paziente anche gli sforzi economici a carico della famiglia e del Servizio Sanitario Nazionale non sono affatto indifferenti, se si considera che questi ultimi sono la seconda voce di costo per ricoveri dopo quelli per le gravidanze.

Nonostante la crescente incidenza degli ultimi anni dello scompenso cardiaco acuto, le modalità di trattamento sono rimaste invariate. «Quando il paziente arriva al pronto soccorso in preda a un attacco - spiega Sinagra - il protocollo base consiste nel ridurre la dispnea e la congestione del corpo attraverso la somministrazione di ossigeno e diuretici. Di fatto, negli ultimi anni 20 anni non c'è stato alcun miglioramento in termini farmacologici. I passi avanti riguardano la maggiore e più tempestiva caratterizzazione dei profili clinici e delle diagnosi sulle cause della patologia».

La ricerca tuttavia continua a lavorare per ridurre i sintomi, proteggere gli organi e abbattere le riospedalizzazioni e la mortalità, così come sottolinea Sinagra: «Nell'attuale panorama dei farmaci per uso endovenoso nei pazienti con scompenso cardiaco acuto, si sta affacciando una nuova opzione terapeutica, seralaxina, la cui efficacia si fonda su preliminari evidenze scientifiche e che attende la sua validazione da un ampio studio controllato, multicentrico, internazionale recentemente avviato anche nella nostra struttura ospedaliera».

Accanto alle terapie farmacologiche, per fermare la crescente incidenza dello scompenso cardiaco acuto, un ruolo importante è giocato dalla prevenzione. «Gli episodi acuti possono essere prevenuti in generale attraverso la prevenzione cardiovascolare nel settore dell'ipertensione, diabete e cardiopatia ischemica. È importante l'educazione del paziente e dei suoi familiari al controllo del peso e della pressione, così come la prescrizione dei trattamenti raccomandati a dosaggi congrui e un'organizzazione delle cure ospedale-territorio che sappia offrire riferimenti ai pazienti ed ai medici di famiglia e percorsi di cura appropriati e tempestivi».

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