Cronaca

Screening tumore al colon, accordo Regione-Federfarma: più prevenzione e informazione nelle farmacie

La patologia colpisce in Friuli Venezia Giulia ogni anno circa 1200 persone

Riuscire a coinvolgere il 70 per cento della fascia di popolazione dai 50 ai 69 anni nell'adesione al programma regionale per lo screening del carcinoma al colon retto, una patologia che colpisce in Friuli Venezia Giulia ogni anno circa 1200 persone e che, se individuata in tempo, può essere curata con successo. 

Questo l'obiettivo che si sono posti Regione, Federfarma FVG e A.S.So.Farm. che hanno sottoscritto un accordo, approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore alla Salute, Maria Sandra Telesca, finalizzato ad allargare il campo delle precedenti collaborazioni a questo nuovo servizio, dedicato alla prevenzione di una delle forme tumorali più diffuse nel nostro territorio.

«Come è stato dimostrato da tutte le ricerche scientifiche - afferma Telesca - in questo tipo di patologia la diagnosi precoce è quasi sempre sinonimo di guarigione, ed è per questo che abbiamo concentrato gli sforzi nell'incentivare le farmacie ad essere parte attiva di questo programma di prevenzione considerando che - evidenzia l'assessore - svolgono già un ruolo importante nell'erogazione di alcuni servizi di carattere sanitario e sociosanitario quali, ad esempio, le prenotazioni ai Cup e l'assistenza integrativa a favore dei pazienti diabetici». 

Nel dettaglio, come previsto dal protocollo operativo anch'esso approvato dalla Giunta, il farmacista seguirà professionalmente gli aspetti dell'acquisizione del consenso e del supporto informativo fornendo, oltre i kit, anche ogni chiarimento sulle modalità di esecuzione dell'esame e sulla conservazione dei campioni.

«Ai cittadini ricordo - conclude Telesca - che quelli per lo screening sono esami gratuiti, eseguiti da medici specializzati e con standard qualitativi elevati».


Il Piano regionale della prevenzione 2014 -2018, che fissa al 70 per cento il valore previsto di adesione ai programmi di screening, prevede il contributo di Federfarma e dei Farmacisti in forma non più sperimentale, come avvenuto finora, ma remunerativa, attraverso un meccanismo che vincola le risorse da erogare al raggiungimento dell'obiettivo.

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