Bimbo di 7 anni umiliato a scuola per aver dimenticato l'astuccio, la triste storia di Jacopo

L'episodio è avvenuto ieri 29 settembre alla scuola De Amicis di Muggia. La mamma Cristiana Crevatin: "Mea culpa, ma nessuno dei maestri ha avuto il buon senso di igienizzare un'altra matita e darla a mio figlio?". Il dispiacere della dirigente scolastica

Se Edmondo De Amicis fosse stato testimone dell'umiliazione subita da Jacopo nella scuola che porta il suo nome avrebbe sicuramente chiesto i danni d'immagine. La storia assurda che vi raccontiamo è quella di un bimbo di sette anni lasciato a fissare il vuoto per lunghe otto ore perché sprovvisto dell'astuccio (e quindi delle matite), dimenticato a casa dalla madre, Cristiana Crevatin. "I maestri, per l'intera giornata di scuola, gli hanno impedito di usare altre matite, sostenendo che a causa delle "stringenti" misure anti Covid, nessuno avrebbe potuto prestargliene una, per il potenziale rischio contagio". 

La lettera alla dirigenza

L'episodio - a cui si aggiunge la beffa per la nota sul registro - è avvenuto ieri 29 settembre ed è stato raccontato proprio dal figlio una volta rientrato a casa. "Ho scritto una lettera alla dirigenza - afferma Cristiana, che nella vita è anche avvocato, raggiunta telefonicamente da TriestePrima - ma non mi hanno ancora risposto. Faccio mea culpa, una madre di fretta prepara la merenda ma non controlla l'astuccio". La punta di sarcasmo è direttamente proporzionale al paradosso di una scuola che pensa sì al distanziamento, alle mascherine, alle entrate scaglionate e a tutto ciò che riguarda i protocolli ma, evidenetemente, non ad una riserva di matite (e soprattutto di buon senso). 

C'è tutto ma non due matite di riserva

"Abbiamo le lavagne interattive, il registro elettronico, l'account del bambino (la famiglia è in costante collegamento con un'applicazione chiamata Classe Viva ndr) ma i maestri, chiamati a gestire un bambino smemorato, non hanno avuto l'elasticità mentale per igienizzare una matita qualunque con del gel per le mani". Secondo Cristiana "hanno preferito applicare alla lettera le linee guida in materia anti covid. Inflessibili come generali in battaglia". 

Applicare una norma come robot?

La dura presa di posizione evidenzia la totale assenza di quel buon senso che, tradizionalmente, dovrebbe accompagnare la carriera dei maestri. Jacopo avrà pensato "qualcuno me la presterà". Invece no, in questa scuola sembra non esserci spazio per una tanto improvvisata  quanto necessaria soluzione, una sorta di guizzo capace di restituire il sorriso ad un bimbo di sette anni che ieri, forse per la prima volta nella sua vita, si è sentito escluso dalla burocrazia. "Siamo umani e dovremmo essere in grado di risolvere un problema come questo - racconta Cristiana - e non trovarci ad applicare una norma come un robot". 

E' mancato Cuore

Chissà quali pensieri saranno passati per la testa a Jacopo, in quelle lunghe otto ore senza poter far niente se non fissare il vuoto e il quaderno bianco appoggiato al banco. "Si è preferito mortificare un bambino di sette anni, con la nota sul registro, ma soprattutto lasciandolo, seduto, fermo mentre gli altri scrivevano sul loro quaderno, ora dopo ora, per un'intera giornata di scuola". Cristiana non contesta le regole e non delegittima l'istituto scolastico ma si interroga su ciò che una famiglia, in un caso come questo, potrebbe e vorrebbe aspettarsi da un'istituzione come la scuola. "Siamo sicuri di non aver esagerato? Siamo sicuri a mandare a scuola i nostri figli? Sono "sicuri" i docenti? Non intendo sicuri in quanto non positivi al CoViD, intendo sicuri per affidare loro per otto ore i nostri figli?". 

Il dispiacere della scuola

Dalla scuola trapela il dispiacere per un episodio spiacevole. Le raccomandazioni fornite dalla dirigente scolastica verrebbero infatti applicate con uno zelo che appare comprensibile, anche se eccessivo. Per poter ovviare al problema, alla scuola di Muggia è in programma un incontro di formazione sulle misure anti CoViD-19, dove a partecipare saranno soprattutto quegli stessi docenti impauriti a cui è mancato buon senso. Bastava un po' di Cuore, giusto? 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Zona arancione da domenica in Friuli Venezia Giulia

  • Fvg in zona gialla fino a venerdì poi la stretta: possibili nuovi parametri, rischio rosso

  • Calci e pugni in faccia a una 13enne, la madre: "Sta malissimo"

  • Cadono in moto in galleria San Vito: grave il passeggero

  • Il Gambero Rosso premia le migliori pasticcerie d'Italia, quattro sono a Trieste

  • Possibile stato d'emergenza fino ad aprile, e intanto il Fvg rischia la zona rossa

Torna su
TriestePrima è in caricamento