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Foto: Aiello

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Scuola: dalla Regione un altro mezzo milione per la didattica a distanza

Rosolen: "Sono quasi 5 i milioni investiti dall'inizio della pandemia. L'obiettivo è superare il gap digitale che ci trasciniamo da troppo tempo "

Un altro mezzo milione di euro è stato messo a disposizione della Didattica digitale integrata dalla Regione. Dall'inizio della pandemia, sono stati investiti 4,8 milioni di euro per adeguare la strumentazione digitale (pc portatili, tablet, chiavette usb) per le famiglie del Friuli Venezia Giulia, attingendo al Fondo sociale europeo e avvalendosi di risorse regionali e ministeriali.  Ne ha dato notizia l'assessore regionale all'istruzione Alessia Rosolen, rilevando che "questi 500mila euro, provenienti dal Fondo sociale europeo, sono destinati alle scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie per l'acquisto di dispositivi digitali per la didattica digitale integrata a favore degli studenti, per l'acquisto di monitor e altre piattaforme digitali". Sono ammissibili le spese sostenute dal 13 novembre 2020. Le scuole beneficiarie sono 70, tra statali e paritarie. 

Rosolen: "Momento delicato"

"Abbiamo effettuato una serie di interventi successivi e complementari per migliorare il servizio in un momento molto delicato e molto complicato per tutti", ha evidenziato Rosolen. "Regione e Ufficio scolastico regionale effettuano monitoraggi presso gli istituti scolatici per capire quali siano i disagi legati alla connettività e alla mancanza di strumenti adeguati: sondano le famiglie che, a loro volta, segnalano le necessità cui stiamo cercando di dare risposta. In questi mesi - ha aggiunto l'assessore -, oltre ai quasi 5 milioni investiti per la Didattica digitale integrata, stiamo portando avanti lavori molto rilevanti per migliorare la connettività negli istituti scolastici: l'obiettivo è superare il gap digitale che ci trasciniamo da troppo tempo e posizionare finalmente il comparto della scuola in una dimensione adeguata al 2021 sotto il profilo delle infrastrutture". 

L'assessore si è detta "convinta sostenitrice della didattica in presenza, per motivi didattici, psicologici, culturali e sociali. Ma in questo momento la cosa peggiore è la schizofrenia organizzativa: forzare i tempi per un rientro a scuola oggi avrebbe prodotto una serie di conseguenze molto pericolose. Contiamo di riportare i ragazzi delle superiori in aula il prima possibile, ma in sicurezza".  Rosolen ha infine rivolto un appello. "Mi rivolgo alle famiglie che ci scrivono: siamo consapevoli di quanto i ragazzi stiano soffrendo questa situazione, ma non possiamo esporre loro, le famiglie e tutta la comunità a rischi che il sistema sanitario non riuscirebbe a reggere. Monitoriamo la situazione costantemente e restiamo a disposizione per ogni chiarimento".

"La scuola deve riaprire" al via la protesta studentesca in piazza Unità 

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