Cronaca

Scuola, da lunedì torneranno in aula 45 mila studenti

Rosolen: "Prestare la massima attenzione al distanziamento sociale e all'utilizzo corretto dei dispositivi di protezione individuale"

Foto Aiello

"Sono poco più di 30mila gli studenti che frequentano le scuole medie in Friuli Venezia Giulia, ripartiti all'interno del ciclo triennale di studi. Con il ritorno in zona arancione, a partire da lunedì, ci aspettiamo, quindi, circa 20mila ragazzi in più in movimento sul territorio, ovvero gli studenti che frequentano il secondo e il terzo anno che, con la zona rossa, seguivano le lezioni da remoto". Queste le parole dell'assessore regionale all'Istruzione Alessia Rosolen, secondo cui "è saggio e lungimirante abbozzare alcune stime: allargando il compasso e inserendo anche le scuole superiori, sono quasi 50mila gli studenti delle statali. Significa che, tendenzialmente, ipotizzando un ritorno alle lezioni in presenza del 50%, le aule si apprestano ad accogliere circa 25mila ragazzi al giorno. Ricordo che i singoli istituti si organizzano autonomamente per stabilire la percentuale esatta e adottano le formule che ritengono più idonee allo svolgimento delle attività didattiche. Ricordo, una volta ancora, che restano sempre in presenza le lezioni per ragazzi cui spettano programmi specifici di inclusione sociale, le attività laboratoriali e ci sono deroghe per chi non ha modo di seguire la didattica a distanza per mancanza di dispositivi o di connettività".

Per quanto riguarda le scuole superiori, l'assessore rende noto che "il territorio dell'ex provincia di Udine supera la soglia dei 22mila ragazzi iscritti, mentre il pordenonese registra un dato che rasenta i 13mila e 300. Sono circa 8mila e 500 i ragazzi nell'ex provincia di Trieste e circa 5mila e 800 nell'ex provincia di Gorizia. Per le scuole medie, sono circa 12mila 600 i ragazzi nell'udinese, più di 8mila nel pordenonese, poco meno di 4mila nel goriziano e circa 5mila e 500 nell'area triestina". "Rispetto alla zona rossa, avremo circa 45mila ragazzi in più in aula e, quindi, in movimento sul territorio. La diffusione di questi dati serve semplicemente ad avere una stima - conclude Rosolen - delle presenze e a sensibilizzare tutti rispetto all'esigenza di prestare la massima attenzione al distanziamento sociale e all'utilizzo corretto dei dispositivi di protezione individuale".

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