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Scuole, un rappresentante degli studenti: “Questa non è una chiusura totale, è una presa in giro”

Una nota del nuovo Dpcm precisa che, nonostante la zona rossa, sarà garantito lo svolgimento dei laboratori in presenza per gli studenti delle scuole secondarie. Il parere del giovane Matteo Zambon

Nonostante la zona rossa, nelle scuole "sarà garantito lo svolgimento dei laboratori in presenza per gli studenti delle scuole secondarie". Così una nota del nuovo Dpcm, su cui interviene un rappresentante degli studenti di un Istituto Tecnico Superiore di Secondo grado di Trieste. Riceviamo e pubblichiamo la sua lettera:

Con il passaggio di molte Regioni in zona rossa arriva anche la chiusura delle scuole, in Friuli-Venezia Giulia, di ogni ordine e grado a partire da lunedì 15 marzo. Sulla base delle ultime normative introdotte dal nuovo governo Draghi per quanto riguarda la scuola, tutti gli istituti dovranno sospendere le attività didattiche in presenza.

L’ultimo Dpcm prevede che dal 15 marzo nell’intera Regione vengano sospese le attività di didattica in presenza, non solo delle scuole superiori e medie come nelle precedenti settimane, ma bensì anche delle elementari e degli asili nido. A “nostro favore” ci saranno le seguenti eccezioni (tratte dal DPCM pubblicato sul sito della Regione):

b) resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori strutturati e attrezzati non fruibili da remoto o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell'istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall'ordinanza del Ministro dell'istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento on-line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata;

c) resta altresì sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza a favore degli alunni delle scuole secondarie di primo grado che risultino privi delle condizioni di poter svolgere la didattica a distanza per mancanza di dispositivi digitali o di adeguata connettività;

Quindi gli studenti potranno, a discrezione dei loro istituti, andare a svolgere le lezioni in presenza anche nelle prossime settimane.

Il parere personale di Matteo Zambon - “Parlo in veste di studente e non di Rappresentante di Istituto… Vista la zona rossa, non penso sia condivisibile la decisione di farci andare a scuola per queste settimane. Molti di noi studenti temono il rientro, non solo per le eventuali verifiche che potrebbero programmare i professori, ma anche per l’alto rischio di contagio introdotto dalla variante inglese del COVID. Le scuole nonostante attingano alle normative vigenti non possono garantire una totale sicurezza… e anche se da lunedì ci sarà una diminuzione dei passeggeri negli autobus, ciò non andrà a migliorare la situazione. In queste 2/3 settimane di didattica in presenza, numerosi studenti si sono ritrovati in quarantena preventiva dopo qualche giorno di presenza. La situazione generale è critica e indubbiamente complessa da gestire; i contagi sono in aumento all'interno delle scuole e noi non possiamo ricorrere a un apertura precoce in quanto ci ritroveremmo in una situazione sfavorevole. Ricordiamo inoltre, che ogni studente che finisce in quarantena crea all'interno della propria famiglia dei disagi; non solo a se stesso, che deve sottoporsi a tamponi, per verificare l'eventuale positività al COVID-19, ma anche ai propri famigliari che potrebbero ritrovarsi improvvisamente a casa o in smart working.”

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