Sdemanializzazione Porto Vecchio, Rossetti: «Bravo Russo, TLT 'canea urlante'»

Intervento su Facebook dell'ex europarlamentare Giorgio Rossetti, presente stamattina alla conferenza stampa al Caffè San Marco, facendo inoltre un intervento molto contestato dai componenti del TLT

«Francesco Russo ha fatto un colpo di cui Trieste dovrà essergli grata per molti anni: con l'accordo del Governo, è riuscito a far approvare un emendamento alla legge di Stabilità che sdemanializza il Porto Vecchio». Sono queste le parole d'esordio del post che Giorgio Rossetti dedicata alla vicenda dalla sdemanializzazione del Porto Vecchio sul suo profilo facebook

Nella conferenza stampa di stamattina l'ex euro parlamentare triestino era presente ed ha fatto un intervento contestatissimo da parte dei militanti del TLT.

«Questo significa - continua Rossetti che la gestione di quell'area attualmente in totale degrado passa ora ai poteri locali. Certo, resta il vincolo del regime di punto franco, ma quello com'è noto può essere trasferito ad altra area.
Tocca ora al Comune, alla Regione e per alcuni aspetti all'Autorità portuale decidere cosa fare di quell'enorme spazio, come utilizzarlo, come integrarlo pienamente nel tessuto urbano. Un'opera che richiederà visione di lungo periodo, grande progettualità, impegno per creare le condizioni affinché imprese pubbliche e private vedano l'interesse ad investire. Ma se fino a ieri questo era un discorso teorico, un esercizio speculativo fine a se stesso, da oggi diventa tema all'ordine del giorno di chi regge le sorti della città, su cui potrà misurare la propria "nobilitate". Un'occasione straordinaria, una sfida bellissima».

«Bravo Francesco - continua il post - , hai fatto bene il tuo lavoro, con tenacia ed intelligenza.E francamente la canea urlante che stamattina ha cercato di impedirti di parlare nella tua puntale conferenza stampa non te la meritavi. Anche dal loro punto di vista il fatto che l'area del Porto Vecchio passi dal demanio statale alla responsabilità delle autorità locali avrebbe dovuto rappresentare un passo importante. E invece no, visto che non si riconosce la sovranità italiana, nemmeno quando lo stato rinuncia ad una sua prerogativa a favore del potere locale va bene»

«Se le presunte argomentazioni giuridiche dei leader  - conclude Rossetti - sono risultate patetiche nella loro inconsistenza, la natura becera del movimento è emersa nelle intemperanze, negli ululati con i quali si è cercato di interdire qualsiasi ragionamento, e persino di lasciare parlare colui che aveva organizzato la conferenza stampa. Neanche un portuale, uno cioè che in porto ci lavora, ha potuto dire la sua. Un'atmosfera inquietante, da "boia chi molla". Ma per fortuna talmente minoritaria in città da ridursi a venire alle manifestazioni di altri per dare un segnale di esistenza. E anche in questo caso, bravo Francesco a non farsi intimorire».

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