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Le primissime parole del marito / Cologna - San Giovanni / Via Verrocchio

Le parole di Sebastiano dopo la scomparsa di Lilly, la prima intervista mai pubblicata

Pubblichiamo in maniera integrale la prima intervista che il marito concede ad un organo di informazione italiano. E' il pomeriggio del 21 dicembre, Liliana non si trova da una settimana. Il nostro Stefano Pribetti parla con Sebastiano al telefono per circa mezz'ora. "

TRIESTE - C'è un punto ben preciso da cui questa vicenda inizia ad assumere i contorni di una continua narrazione, costruita su versioni tra di loro contrastanti, sia a causa del carattere dei personaggi che compongono la storia, sia in ragione di come la stessa narrazione si alimenta. E' in virtù del racconto mediatico che i protagonisti si lasciano andare ad affermazioni precise, o a richieste di anonimato (come farà Claudio Sterpin fino ad un certo punto); uno stesso racconto che prende spunto dalle notizie che gli organi di informazioni pubblicano il giorno prima, lasciando spazio al loro riutilizzo il giorno successivo.

E' una matassa difficile da sbrogliare perché il caso, da quando entrano in campo le televisioni - esponendo la vicenda ad una opinione pubblica che farebbe fatica a pronunciare correttamente il cognome di Liliana - si sviluppa nel caos più totale. Per questo motivo, anche per voler dare ordine alle cose, TriestePrima pubblica in maniera integrale la prima intervista di Sebastiano Visintin, il marito di Liliana. Ad intervistarlo, nel pomeriggio di martedì 21 dicembre, è il giornalista Stefano Mattia Pribetti che nella stessa giornata pubblicherà uno stralcio. Di seguito tutta l'intervista (in grassetto le domande di Pribetti, il resto sono parole di Sebastiano). 

Eccoci. buongiorno. Sono Stefano Pribetti di Trieste Prima

E da dove salti fuori?

Ci eravamo già sentiti, mi ha dato il suo numero un amico di Liliana

Sì sì sì. Pensare che io ho lavorato vent’anni al Messaggero Veneto, ero fotoreporter.

Sì sì, sapevo, anche al Piccolo giusto?

Sì anche al Piccolo. Tu hai lavorato al Piccolo qualcosa?

No, solo Trieste Prima

Ah, ho capito. Non ho avuto modo di conoscere.

Ha intenzione di fare un appello ai cittadini? Per vedere se qualcuno l’ha incontrata

Guarda, noi avevamo una vita, diciamo, solare, perché comunque eravamo dei ciclisti, di quelli sfegatati, abbiamo girato in Europa, in Italia, facevamo sette – ottomila chilometri l’anno, anche più. Di conseguenza noi venerdì, sabato, domenica e lunedì andavamo sempre in giro, grossomodo, no? Dopo a seconda del tempo atmosferico e da come erano le cose.

E quel weekend eravate fuori anche?

Sì, la domenica siamo stati a Grado, la domenica prima di questa, perché sabato eravamo a San Lorenzo perché hanno presentato un libro in cui io avevo dato la mia opera fotografica e di conseguenza poi siamo rimasti lì a pranzo con questi nostri amici. Domenica, invece, mia moglie mi fa ‘beh andiamo a Grado, è una bella giornata’. Sì, sì, andiamo a Grado. Così abbiamo fatto anche dei video con la Go Pro che ho preso, così giusto per capire, per vedere, no? Invece lunedì siamo andati in Slovenia a far la sauna, perché siamo appassionati, così. Insomma, eravamo cinque ore là e ho detto, oggi ci riposiamo, qua e là e vediamo come vanno le cose. E così siamo rimasti lì. Dopo, finito quello, siamo andati un momento a casa e siamo andati a cena da amici nostri. Ecco, e lì abbiamo fatto la festa, ci sono le foto, c’è il video che abbiamo fatto. La mattina lei si alza di solito, fa la lavatrice intorno alle sei del mattino e dopo mette a stendere la cosa, mette a stendere la cosa e mi… viene da me e mi dice, guarda, è pronta la colazione, io mi sono alzato e abbiamo fatto colazione e dopodiché le ho detto, guarda, io vado un salto giù in città e molto probabilmente andrò a farmi un giro su per l’altopiano carsico, e così ho fatto, c’ho tutti i video, tutto quanto, no? E dopodiché sono venuto a casa, sono venuto in bicicletta perché noi stiamo qua a San Giovanni sopra, in via Damiano Chiesa sopra lì, no? Sono venuto giù dal monte, ho fatto, ti dico anche il percorso, ho fatto un giro vicino a Barcola, poi sono andato sul faro, lì del faro ho girato su per la Bonomea, poi dalla Bonomea sono andato là dell’Obelisco, all’Obelisco ho preso la ciclabile, quella che va su a Conconello, Contovello, come si chiama, dove c’è le antenne, e poi sono venuto fuori dall’altra parte a Padriciano, e da lì ho preso l’altra ciclabile che arrivi lì al bivio ad H. E da lì sono andato giù sulla ciclabile quella Cottur e sono andato fino a …. E dopo sono rientrato, ho messo la bici in macchina perché ero andato in macchina giù e ho detto, boh, vado a casa, e …

A che ora è tornato a casa, mi scusi?

Come?

A che ora è tornato a casa?

Allora, io sono tornato a casa, che ti avevo detto, sono andato a pranzo a casa, ho preparato il pranzo e… ho fatto il sugo ho mangiato un po’ di pasta perché lei di solito non mangia mai perciò il sugo l’ho messo in frigo, ho detto, boh, faremo stasera.

Ok, lei è tornato a casa e lei non c’era, ma sapeva che lei doveva uscire?

No, perché quei giorni che siamo liberi dopo lei va giù in città a trovare gli amici, ex colleghi della Regione, che lei lavorava in Regione, e dopo lei va magari con sua cognata o va per i negozi, queste cose qua, e poi neanche non ci sentiamo perché casomai se c’è qualche idea magari, di andare da qualche parte, allora magari ci si sente, magari vado a prenderla e dopo ce ne andiamo, però tendenzialmente certi giorni proprio ci vediamo la mattina e poi ci vediamo alle quattro, le cinque di pomeriggio.

Ok, ok. Quindi era normale che lei non fosse lì a pranzo, così ha pranzato da solo…

Sì, io ho mangiato, sono andato lì verso mezzogiorno e dopodiché sono ritornato giù in bicicletta, in città. E dopo sono andato, mi pare, un saltino in città a fare un giretto ancora e dopo ho messo la bici in macchina  e poi sono andato a casa, verso le quattro, così, forse tre e mezza, quattro, non so, gli orari, ormai, non capisco più niente. E dopodiché, niente, ho aspettato, ho aspettato, sono arrivate le sei, ho cominciato a preoccuparmi, ho detto, ho chiamato i nostri amici qua che abitano vicino a noi e ho detto, scusate, ascolta, non è venuta a casa, perché ci conosciamo bene, siamo amici. Eh, cosa facciamo? Cosa facciamo? Loro dicono, mah, a un certo punto abbiamo aspettato, sono arrivate le dieci di sera e ho detto bah, andiamo in Questura, faccio una segnalazione e vediamo se c’è qualcosa, loro guardano se c’è qualche incidente, in Pronto Soccorso, qualcosa… e dopo, niente.

Quindi lei è uscita a piedi, non in macchina?

No no, sempre a piedi, lei è una camminatrice, un’ex maratoneta eh.

Poi però quand’è che si è accorto che il cellulare era a casa sua e non l’aveva portato?

No, io son venuto già a pranzo, ho trovato il cellulare qua e, mah, non mi sono neanche preoccupato perché qualche volta può capitare di dimenticarsi il telefono. E magari siamo qua in città, mi secca venire su in città per prendere il telefono, no? A volte succede. Ecco, tutto qua.

Ok, poi chiaramente da quella volta non l’ha più vista.

No, dopo, cosa vuoi, dopo è venuta la polizia, qua in casa, hanno guardato un po’ di qua e di là, in cantina e qua e là, mi hanno chiesto, e tutto quanto, hanno detto, ci sono soldi, qua e là, io ho detto, guarda io non sono mai andato ma posso andare a vedere. E allora dopo sono andato lì e c’erano duemila euro circa in contanti perché noi usiamo per pagare le bollette, robe così, no? Del resto lei ha il suo conto Unicredit e io c’ho Poste Pay, tutto là, quindi…

Quindi avete i conti separati, insomma.

Sì, sì.

Non aveva notato niente di diverso negli ultimi giorni?

No, perché ti dico eravamo sempre in giro, abbiam passato anche tre giorni bellissimi, quindi c’era questa settimana intermedia, così, che non sapevamo se… si aspettava un po’ la questione del Covid, se potevamo andare da qualche parte, non avevamo ancora deciso niente. Anche i nostri amici, ho detto, fate la festa in casa, si va da qualche parte, perché ogni anno si andava o da qualche parte o da mia sorella, così, non avevamo progettato niente, insomma, dai.

Ok. Come era vestita quando è uscita non lo sa, perché chiaramente…

Eh, no questo non lo sappiamo perché ha un armadio enorme, pieno di vestiti e pieno di cose, non so io. Posso dirti com’era vestita il giorno prima, insomma, così, perché ho anche le foto.

No beh, il giorno prima non è particolarmente importante.

Eh, lo so. Le donne si cambiano tre volte al giorno, insomma, non è…

Sì, sì. Un appello ai cittadini?

Mah, ascolta. È una donna conosciuta perché comunque è sempre stata attiva, così, sempre amata e rispettata e tutto quanto, e… non riesco a pensare, perché nei social non è che siamo in giro, non andiamo. Io vado a teatro ma per far foto, no? Tante volte conosco delle compagnie e anche stasera dovrei andare, c’è una compagnia che fa prove e allora devo fare qualche foto, no?

Ok

Mah, l’appello, a Trieste io vedo, c’è molta gente che gira sola, che va qua, là. Però vedi, a Trieste sei invisibile, no? Non ti vede nessuno a meno che non vai in posti ma se giri per città chi ti vede? Chi ti conosce?

Sì, poi ultimamente, con queste mascherine...

Poi con le mascherine, poi sai, anche con questo Covid la gente è un po’ apatica, un po’ insensibile, no?

Sì, ovvio, certo.

E allora farò un appello, non so, un appello, se qualcuno mi dà dei consigli, non so, perché le dico, sono a livello di disperazione, non posso immaginare… qualcosa, così, cosa possa esser successo, se lei è andata in crisi ma non ho notato nessun… avevamo fatto il richiamo la settimana prima

La terza dose.

Sì, io sono un po’ intontito ma… però non vedevo questo, questo su di lei, sì, non era al massimo, però insomma, ecco.

Era come al solito?

Sì, la sua vita era questo. Era una donna di casa, abbiamo una casa grande, era sempre lì che puliva e sistemava e tutto, tutto in ordine e questo e quell’altro, e poi si prendeva qualche oretta, andava giù in città e poi se trovava qualcuno tante volte mi diceva, guarda, son andata giù in città, quello non c’era, quell’altra non c’era, poi… che lavorava in Regione lei, no? Non ho trovato nessuno e dopo torno a casa.

Da quanto tempo era in pensione?

Mah, lei in pensione cos’era? Boh, quattro cinque anni, non ho presente.

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Comunque da parecchi anni. Quanti anni ha?

Noi ci conosciamo da 32 anni, ci siamo conosciuti un po’ perché io lavoravo al Messaggero e di qua e di là, e poi ci guardavamo il calcio e pallacanestro, come fotografia naturalmente.

Quindi anche lei fotografava?

Sì anche lei. Lei ha ricevuto delle coppe, dei premi, per aver pubblicato delle foto sotto il tabellone, perché andavamo a scegliere pallacanestro a uno, perciò una volta c’era la domenica, c’era il calcio, andavamo sui campi di calcio e poi la sera alle sei e mezza c’era pallacanestro, altro non c’era, non è come adesso che ogni giorno pallone, robe, ‘ste robe qua.

E alla Polizia ha detto dove ha intenzione di cercare o …

Allora, ascolta, io ho chiamato la polizia anche ieri, ho parlato con l’ispettore perché ho fatto una segnalazione di un numero strano di telefono, ho detto, guardate voi, poi ho telefonato ieri e l’ispettore mi fa, guardi, stiamo lavorando… così. Oggi ho parlato, anzi mi ha chiamato, eh, la polizia mi ha chiamato e mi ha chiesto com’era vestita queste robe qua, ho detto eh, non lo so perché non ho la minima idea di cosa si è messa su quel giorno là, ecco,

Comunque mi pare che nessuno degli amici che la vedevano abitualmente l’abbia vista quel giorno, giusto?

Sì, ti dico, questi giorni qua mi hanno chiamato tutti, le amiche, gli amici, passaparola e queste robe qua, gente che non sentivo da anni. Anche oggi ha chiamato la sua cugina dalla Croazia, che abita in Croazia, loro sono di origine di Verteneglio (in Istria ndr), quelle zone là, la famiglia sua, no? Se vuoi ti mando qualche foto nostra, che giravamo.

Sì grazie

Ti mando via whatsapp un po’di foto, quelle che ho insomma.

Benissimo. Ancora questo le chiedo, l’appello social della vostra amica che adesso non ricordo come si chiama, quello che ha condiviso anche lei, no?

Marina Pianella.

Sì. Lei diceva che Liliana avrebbe dovuto passare in cimitero, aveva qualche parente morto?

Sì, la mamma, lei era molto attaccata alla madre, al papà che è morto già vent’anni fa, e la madre pare sia morta cinque sei anni fa, non ricordo più per me le date è sempre… però andava sempre a portar due fiori, mi diceva sempre oggi ero al cimitero, ho portato i fiori al papà e alla mamma. Era molto, così, legata, no?

Ok, guardi, se ha piacere di mandarmi qualche foto via whatsapp volentieri

Dove viene pubblicata ‘sta roba scusa?

Trieste Prima. Lo legge?

Mah, io devo andare su Facebook?

Abbiamo Facebook ma abbiamo anche il sito e la app da scaricare.

Ah, bisogna scaricare la app?

No, si può anche leggere direttamente dal sito, non è obbligatorio

No, per vedere, avete già messo qualcosa?

Sì, hanno fatto qualcosa i miei colleghi stamattina

Quindi è un giornale online?

Sì, è un giornale online. Adesso le cose sono un po’ cambiate.

Ma lì ti fanno vedere la prima pagina no?

Ti fanno vedere la prima pagina, no? Ci sono amici miei in giro per il mondo che mi dicono, sai, ho letto questo, ho letto quello. No, un appello, bisogna capire chi siamo no? Siamo pensionati, ce la godiamo perché siamo diciamo in salute, abbiamo voglia di vivere, ci divertiamo, e tutto un colpo il mondo si è fermato, capisci?

Dev’essere stato veramente un colpo pazzesco

Io veramente comincio a non dormire, capisci? Durante il giorno mi muovo, vado di qua e di là, vado a trovare amici, ne parlo, così, e poi quando sono a casa io di solito verso le quattro vengo a casa, ho lavato per terra un po’ perché comunque i lavori di casa vanno fatti e così bon, ascolta, ti mando whatsapp. Scusa ma come ti chiami?

Io sono Stefano Pribetti ma adesso le scrivo nome e cognome via whatsapp

Me lo mandi tu?

Sì, le scrivo io con nome e cognome e dopo mi manda

Oh, ma dopo casomai se ho qualche notizia ti scriverò.

Certo certo, sì teniamoci in contatto

Ascolta, poi una cosa molto strana che io ho chiamato la Polizia prima, è che già molte persone mi dicono, sei andato a vedere dove abitava prima? E io ho detto, boh, lei abitava in scala Giaggioli e lì praticamente aveva casa dell’Ater e poi quando è morta la madre siamo andati lì perché, cosa vuoi, era più piccola e da sistemare, ho provato a vedere se potevamo comprarla ma chiedevano una cifra esorbitante, 190mila euro, eh, oggi almeno tre persone mi hanno detto, siete andati a vedere lì? Io ho parlato con la Polizia e ho detto, scusa un attimo, non è che posso andar là, la casa è chiusa, perché Lilli probabilmente aveva anche le chiavi vecchie, io forse anche ma chissà dove saranno, non ho la minima idea di dove siano. Può essere che sia andata là, non so, non…

Ha detto alla polizia questo?

Sì sì.

Oggi?

Oggi, oggi (21 dicembre ndr)

Ok quindi forse andranno anche a vedere

Eh, sai, ti spiego, io ho detto, ‘ma senti un po’, come sono le cose?’ Hanno detto, guarda, noi quello che potevamo fare l’abbiamo fatto, per il semplice motivo che, ad esempio, mi hanno  chiesto della carta di credito, di che banca, qua e là, perché loro non riescono, non possono neanche verificare se la carta di credito viene prelevato qualcosa perché devono avere un coso del magistrato, un permesso dalla magistratura, allora fino a che, questa è una segnalazione perché  non puoi fare una denuncia per una persona che si allontana da casa volontariamente, quella è libera di andare,  non è che per questo loro possono andare a cercare la persona e se la trova dicono “c’è tuo marito che ti sta cercando”, non è un reato, ne sono certo nessun reato, capisci? Quello è il fatto.

Mi parlava di un numero strano che chiamava?

Quello ho segnalato alla Polizia e adesso loro vedranno, questo numero qua.

Può darsi anche un call center, banalmente?

A me ha insospettito questo numero (il numero di Claudio Sterpin ndr), ho anche fatto una segnalazione in Questura dicendo guardate che ho visto questo, questo e questo, vedete voi. E allora mi hanno detto che stanno verificando e lavorando su questo.

Ok. Ok. Guardi, allora, abbiamo molti elementi, la ringrazio. Quando è pronto l’articolo le giro il link

Sì per quello mandami subito in modo che ti mando subito un po’ di foto ok?

Certo, certo

Nostre, così eh? Di giri di robe nostre personali.

Sì sì, magari me ne manda alcune di lei da sole e alcune di lei in coppia, ne mettiamo un po’ così è più riconoscibile.

Manderò che siamo in bicicletta, che siamo di qua e di là.

Sì, sì, tranquillamente

Sì, quest’anno abbiamo girato parecchio, abbiamo fatto la Drava, sia a Maribor sia su a Villacco, a Maribor, giù, tutte quelle zone là abbiamo fatto.

Siete stati lungo il fiume praticamente

Sì, boh, in genere andiamo sulle ciclabili, avevamo quest’anno anche, no, l’altro anno ho fatto, Riva del Garda, Madonna di Campiglio, su per quelle parti là, Val di Non. E così, bon dai.

Una vita intensa, insomma.

Sì. Mandami i tuoi estremi così ti mando subito le foto.

Certo mando subito. Grazie millle, a più tardi

Ciao.

Arrivederci

Un saluto.

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