Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Rotta balcanica, nuovi seggiolini auto per la Polizia di Frontiera per la sicurezza dei bambini

Dotazione dei nuovi seggiolini nelle auto della Polizia in seguito al sollecito del S.I.A.P. Polizia, che si è attivato dopo la morte del migrante algerino

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota stampa del S.I.A.P. F.V.G.

Il nuovo trend degli arrivi della Rotta balcanica verso la provincia di Trieste ha causato ulteriori sollecitazioni all’impianto di primissima accoglienza della Polizia di Frontiera.

Le drammatiche circostanze dei primi giorni del 2020 con la morte del migrante algerino accompagnato da sua moglie Fatima e l’impennata di arrivi di nuclei familiari con giovani donne in stato interessante e bambini in fasce hanno acceso i riflettori sulle complesse e numerose attività delle donne e degli uomini della Polizia di Frontiera di Trieste. La tempestiva segnalazione di tale criticità da parte della Segreteria Provinciale di Trieste e del Segretario Regionale S.I.A.P. F.V.G. Pier Paolo Zanussi si è tradotta nella sollecitazione ai vertici della IV Zona Frontiere di Udine con la contestuale richiesta di dotare i veicoli dei seggiolini previsti per il trasporto di minori.

In data 9 gennaio 2020 infatti sono stati consegnati agli operatori della Sottosezione di Fernetti due seggiolini che rappresentano i corretti dispositivi per la sicurezza dei bambini e degli agenti. In una nota il Segretario Regionale Zanussi sottolinea che le Istituzioni del Friuli Venezia Giulia e la Polizia di Stato in tutta la Regione sono considerati delle eccellenze nell’ambito delle politiche di protezione e gestione dei minori sebbene il noto scenario del flusso migratorio della Rotta Balcanica in costante ingresso anche nelle stagioni fredde ed invernali stia sollecitando oltremodo la struttura Polstato di primissima accoglienza.

Negli ultimi giorni, però, stanno emergendo pressioni e urgenze che si devono innestare negli obiettivi primari propri del comparto Polizia di Stato e nella scelta più universale della sicurezza e tutela dei soggetti più deboli. La Segreteria S.I.A.P. di Trieste molto vicina alle tematiche della Rotta Balcanica che coinvolge poliziotti e migranti aggiunge che il fenomeno interessa sempre più nuclei familiari e soggetti in precarie condizioni fisiche e psicologiche che, una volta rintracciati, sostano presso la Sottosezione di Fernetti in attesa di tutte le procedure del caso.

La zona confinaria triestina presenta un’estensione importante e il trasporto dei nuclei familiari dai luoghi di ritrovamento prevalentemente boschivi verso l’Ufficio di Fernetti (tragitti anche lunghi essendo la caserma sita ai margini del Comune di Monrupino a pochi metri dal confine di Stato) costituiva una ulteriore difficoltà per gli operatori in quanto le vetture di servizio non avevano in dotazione i seggiolini auto per la sicurezza stradale dei minori. La professionalità e lo spirito d’iniziativa degli agenti della Frontiera non avrebbero potuto colmare tale deficit e palesato in questi primi giorni del 2020 poiché si è riscontrato una diversificazione e intensificazione repentina delle fasce di età e formazioni familiari in ingresso attraverso i confini giuliani che ha cambiato da un giorno all’altro le necessità di impiego del nostro sistema operativo.

Il S.I.A.P. Friuli Venezia Giulia comunica inoltre l’impegno per concretizzare prossimamente ulteriori iniziative in quanto da sempre attento e sensibile alla tutela dei soggetti deboli.

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