Cronaca

Segnalazione - "Ferite a Morte", Ottimo Spettacolo al Politeama Rossetti

Lettera del sociologo Luca Marsi Un plauso al Politeama Rossetti ed al suo direttore organizzativo Stefano Curti per aver portato in scena lo spettacolo “Ferite a morte” di Serena Dandini, con un eccellente cast di attrici capitanato dalla...

Lettera del sociologo Luca Marsi

Un plauso al Politeama Rossetti ed al suo direttore organizzativo Stefano Curti per aver portato in scena lo spettacolo "Ferite a morte" di Serena Dandini, con un eccellente cast di attrici capitanato dalla sempre eccellente Lella Costa.

L'argomento oggetto di analisi è quello del femminicidio, tema purtroppo quanto mai attuale nell' Italia di oggi. Un continuo susseguirsi di episodi di donne uccise (nell'anima ancora prima che nel corpo) dai propri compagni, mariti, da coloro che dovrebbero essere in teoria (..) in prima linea a difenderle da pericoli esterni a preservarle dalle difficoltà della vita quotidiana, ad essere accanto a loro, e che invece trovano la morte proprio da questi orchi, carnefici casalinghi.

Un'ora e mezza che trascorre molto velocemente, storie brevi intervallate da brevi momenti musicali, da immagini che passano sugli schermi: spettacolo gradevole, di ottima fattura, che rispecchia concretamente quella che è la situazione attuale del Belpaese,.

Davvero un peccato (e su questo si dovrà riflettere) la carente presenza di uomini nel pubblico presente (sala piena); questi, infatti, sono i primi che dovrebbero vedere, assimilare i contenuti e gli insegnamenti che questo spettacolo offre.

Confidiamo che tale rappresentazione possa essere proposta in tutte le scuole di ogni ordine e grado, in modo tale che i bambini, sin dai più piccoli, possano interiorizzare gli insegnamenti, affinché episodi come quelli che accadono purtroppo quotidianamente in Italia non si verifichino più.

Infine, oltre agli istituti educativi anche la politica deve fare la sua parte; seppur in clamoroso ritardo, circa un mese fa è stata approvata dal Senato la legge contro il femminicidio; ora rimane lo step più difficile, cambiare la cultura maschilista italiana ed è proprio su questo punto che le scuole sono chiamate al loro dovere.

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