Cronaca

Segnalazione - "i Libri della Fenice non Possono Finire al Macero"

Così si chiama la pagina Facebook che ha ricevuto 3000 mi piace in poche ore Sconcerto, rabbia ed indignazione. E’ il sentimento comune provato dai Triestini e non solo alla notizia della possibilità che gli 80.000 volumi della fallita Libreria...

Così si chiama la pagina Facebook che ha ricevuto 3000 mi piace in poche ore

Sconcerto, rabbia ed indignazione. E' il sentimento comune provato dai Triestini e non solo alla notizia della possibilità che gli 80.000 volumi della fallita Libreria Fenice finiscano al macero. Emblematica in questo senza è l'eccezionale numero di iscrizioni alla pagina Facebook tematica "I libri della fenice non possono finire al macero" (https://www.facebook.com/fenicenomacero) che in poche ora ha superato le oltre 3000 iscrizioni: un risultato di rilievo che fan ben capire più di mille parole la rabbia e la partecipazione con cui i triestini stanno partecipando alla vicenda.

Cittadini che non solo si sono iscritti passivamente, ma stanno dando le loro idee ed i loro contributi circa la destinazione d'uso che potrebbe essere fatta delle migliaia dei volumi: una partecipazione attiva e sentita, come da tempo non si vedeva in città.

Quando ci sono problemi concreti, viene abbandonato il vento dell'antipolitica e del disinteresse verso la "cosa pubblica" lasciando spazio come in questo caso ad idee propositive ed ad una voglia di fare che ora dopo ora coagula attorno a tale iniziativa un numero sempre più elevato di cittadini.

Tale reazione da parte dei cittadini è significativa: senza la cultura una popolazione non ha senso di esistere; è l' elemento unificante, è la radice, è il mezzo grazie al quale una civiltà di sviluppa. Un paio di mesi fa è uscita la notizia secondo la quale dopo tanti anni la spesa per la cultura era diminuita: un sintomo della crisi che attanaglia sempre più i cittadini, che non riuscendo più ad arrivare alla fine del mese devono tagliare sulle spese superflui, come lo è la cultura per chi non ha neanche i soldi per mettersi il pane tra i denti.

Purtroppo per un paese avanzato come il nostro la cultura non dovrebbe rientrare nella categoria del "superfluo" o "inutile", ma anzi le istituzioni stesse dovrebbero rendersi protagoniste in prima persona per assicurare ai cittadini un buon livello di conoscenze, e l'accesso facilitato a queste ultime, investendo cospicue risorse in questo settore, sempre di più abbandonato e lasciato in balia di se stesso.

Confidiamo infine che gli 80.000 volumi possano trovare una collocazione più degna rispetto al macero, anche se questo, come detto pocanzi, non è altro che una metafora di ciò che succedendo in questi anni in Italia: la cultura sempre meno protagonista, sempre più in disgrazia.

Amministratori della pagina Facebook "I libri della fenice non possono finire al macero"
GIADA BLASIG e LUCA MARSI

Foto Patrick Correia

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