Semi lockdown, parla l'epidemiologo Zorzut: "Fatto così, serve?"

"Le misure proposte dal governo con l'ultimo DPCM sono discutibili e inefficaci dal punto di vista medico, in quanto frutto di compromessi fatti con il bilancino tra epidemia, attività produttive ed esigenze di consenso, e non vanno ad incidere sulla diffusione reale del virus ma sulla libertà personale dei cittadini"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

La situazione della pandemia peggiora ( Rt =1,50, tasso di saturazione delle terapie intensive al 18,5% con un incremento giornaliero del 1%, rapporto tamponi effettuati/nuovi positivi in crescita al 20,9%, aumento del numero delle repliche virali isolate sui tamponi effettuati) e questo andamento ormai continuerà fino a primavera, con l'aggravante dell'arrivo a fine dicembre dell'epidemia influenzale e senza certe garanzie di poter disporre di alcun vaccino efficace e sicuro. Ciò premesso, le misure proposte dal governo con l'ultimo DPCM sono discutibili e inefficaci dal punto di vista medico, in quanto frutto di compromessi fatti con il bilancino tra epidemia, attività produttive ed esigenze di consenso, e non vanno ad incidere sulla diffusione reale del virus ma sulla libertà personale dei cittadini. L'epidemiologia descrittiva, di campo, inevitabilmente sconfina anche in valutazioni extra scientifiche, sfiorando il campo politico. Vediamo alcune considerazioni:

1. Viene ufficialmente sancito che dopo le 18, il virus è più aggressivo e diffusivo mentre dopo le 5 del mattino, ridiviene più mite e non ci sono problemi a circolare, tranne che alla domenica in cui non ci sono problemi.

2. Si scopre che In palestra e piscina si rischia di più il contagio che in un ristorante/bar/pizzeria/pub affollati, ad esempio all'ora di pranzo,

3. Al tavolo in ristorante si può stare prima in sei, ora in quattro, ma solo fino alle 18, in realtà dovendo correre a casa prima per non incappare nei controlli stradali e tenendo ben stretto lo scontrino fiscale come prova

4. Non si menziona lo spazio a disposizione, ne il numero di ricambi d'aria in ambienti climatizzati. Le persone possono stare sedute ad un tavolo da dodici oppure pigiate tra loro.

5. Le consumazioni in piedi sono consentite solo fino ad una certa ora, perché nuovamente il virus ridiventa evidentemente più aggressivo in ore serali, soprattutto stando in piedi.

6. A casa propria si può mangiare la pizza in sei, in cinque nessun problema, ma in sette scoppia il rischio contagio e qualche ministro si lascia sfuggire che le delazioni dei vicini possano essere raccomandabili.

7. Viene spontaneo un paragone con la DDR negli anni 60-70-80 dove c'erano i capi condominio che riferivano alla STASI, la polizia politica comunista, di eventuali comportamenti non ortodossi.

8. In alcune regioni viene reintrodotta un'auto dichiarazione associata alla ormai consueta multa dai 400 ai 3mila euro.

9. I mezzi pubblici, autobus, treni, metro invece possono essere sovraffollati a prescindere, e poiché non si possono aumentare il numero delle corse o dei mezzi è consentita la massima tolleranza e il rischio contagio viene di fatto escluso.

10. Si reintroduce la didattica a distanza per le scuole superiori tramite PC e connessioni Wi-Fi, quando già in primavera era emerso che circa il 30% delle famiglie, in certe zone di Italia, non è attrezzata in tal senso.

11. I posti letto in terapia intensiva la cui carenza è la causa reale di questo affannoso susseguirsi di DPCM, non sono stati incrementati a livello nazionale, in modo significativo, durante la tregua dei mesi estivi. La nostra Regione è una felice eccezione.

12. Ci si è accorti che per un posto letto ci vogliono medici e infermieri altamente specializzati “intensivisti”, su turni h 24, e ne mancano almeno 4.000, a seconda delle fonti, ma in Italia non ci sono e non si formano in pochi mesi.

13. Niente ricambio generazionale, con pensionamenti di sanitari in massa per raggiunti limiti di età

14. Durante la II guerra mondiale, nel 1945, dalle catene produttive tedesche, uscivano centinaia di caccia Messerschmitt ma non c'erano più piloti in grado di utilizzarli.

15. Impossibilità di poter continuare con il tracciamento dei contatti e gestione dei focolai, sia per i troppi positivi quotidiani che per il poco personale con “expertise” specifica nei servizi territoriali, per cui l' App Immuni è di fatto inutilizzabile.

16. Quindi la colpa di tutto ciò, sono i comportamenti sociali degli italiani, vacanzieri, ballerini, nottambuli, festaioli domestici, ammalati di movida o di sport amatoriali, non le mancanze pluridecennali previsionali e operative delle classi politiche che si sono succedute al governo e che non hanno investito in terapia e prevenzione.

dott Fulvio ZORZUT Medico Epidemiologo Specialista in Igiene e Medicina Preventiva Ordine dei Medici di Trieste n 2415

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