Sentinelle in piedi: un'ottantina di persone in piazza contro la legge sull'omofobia

I militanti cattolici: "Va contro la libertà di espressione". Nessun riferimento al reato di opinione nel Ddl. Porro (FdI): "Perfino il Papa, domani, potrebbe essere 'inquisito' in base alla legge?"

Circa un'ottantna di persone, facenti capo al gruppo delle "Sentinelle in piedi", hanno manifestato ieri in piazza Unità per protestare contro il disegno di legge sull'omotransfobia e sulla sua presunta lesività della libertà di opinione. Le "Sentinelle" prendono di mira il Ddl Zan - Scalfarotto, che verrà a breve discusso in Parlamento, e che mira a sanzionare parole o gesti violenti e discriminatori per motivi legati al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Nessuno specifico riferimento, nel testo del Ddl, a un reato d'opinione, purché le opinioni in questione vengano espresse senza forme di istigazione a odio o violenza.

Il sostenitore delle "Sentinelle" e consigliere comunale Salvatore Porro ritiene invece che il rischio di una "dittatura del relativismo" sia reale, in quanto "la fattispecie dei reati, in questo Ddl, è così generica che la critica – per esempio – al matrimonio omosessuale o alla teoria del genere o ad altre richieste Lgbt, potrebbe domani essere impugnata e giudicata come 'discriminazione' o 'istigazione all’odio'". Secondo Porro "C’è chi, anche in Vaticano, si pone con inquietudine una domanda: perfino il Papa, domani, potrebbe essere 'inquisito' in base alla legge?".

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