Domenica, 21 Luglio 2024
La polemica / Barriera Nuova - Città Nuova

"I senza tetto muoiono per strada e la politica fa finta che non esistano"

Le parole sono quelle di Gianfranco Schiavone, presidente dell'Ics che interviene sui decessi dei due senza tetto avvenuti nell'ultimo mese a Trieste e che hanno visto come vittime un cittadino iraniano e una persona di nazionalità romena, morti lungo l'ex Gvt e nei pressi della stazione. "Le uniche realtà che si occupavano di loro sono le associazioni di volontariato. La politica rimuove tutto come se non esistesse"

TRIESTE -  "Vogliamo accettare altre e più numerose morti o vogliamo iniziare ad agire per tornare a essere una città che non si deve vergognare di se stessa?". Gianfranco Schiavone di Ics prende posizione così sui decessi di due senza tetto avvenuti nell'ultimo mese nel capoluogo regionale. Il primo caso è quello rimbalzato sulle cronache nazionali e che ha visto la morte di B.K., cittadino iraniano il cui cadavere era stato ritrovato appeso ad un guard rail dell'ex Grande viabilità triestina lo scorso 24 settembre; il secondo, invece, riguarda il decesso di un uomo di nazionalità romena morto in strada nei pressi della stazione centrale, a causa di un malore improvviso. Due morti, secondo Schiavone, che pur nella loro diversità fanno emergere la stessa problematica: "Trieste sta diventando sempre meno organizzata e sempre più indifferente verso le persone che vivono in condizioni di marginalità – in genere cittadini stranieri, ma anche italiani".

"La politca rimuove come se la realtà non esistesse"

Per l'Ics, infatti, le uniche realtà che si erano prese cura delle due persone decedute fanno parte del mondo del volontariato. "Con poche forze, nell'isolamento generale, quando non vi è il disprezzo". Schiavone sostiene che "a Trieste i servizi sociali di “bassa soglia” sono ridotti al minimo nonostante vi sia l'evidente necessità di un loro forte potenziamento sia a causa del generale peggioramento del contesto socio-economico, sia in ragione della posizione geografica di Trieste, punto di arrivo e di transito della rotta balcanica. Una condizione che non si può evitare, ma che la politica sistematicamente rimuove come
se la realtà non esistesse".

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