Cronaca

Serracchiani in visita al centro di accoglienza profughi di Palmanova - FOTO e VIDEO

12.02 - «Nell'Agenda europea quello dell'immigrazione deve rientrare tra i temi fondamentali». Lo ha evidenziato la presidente del Friuli Venezia Giulia che ieri a Palmanova ha visitato il centro di prima accoglienza per i profughi, allestito dalla Croce Rossa nell'ambito dell'operazione "Mare Nostrum"

«Questo è un luogo di accoglienza, di civiltà a cui teniamo particolarmente proprio per la storia, la cultura e la capacità della nostra comunità regionale di essere ospitale. Ed è anche un presidio sanitario, molto attrezzato, dove si fanno controlli molto accurati, per offrire le migliori garanzie di salute ai profughi e naturalmente alla nostra popolazione». Lo ha sottolineato la presidente della Regione Debora Serracchiani che oggi ha visitato a Palmanova l'area attrezzata dalla Croce Rossa ai primi di luglio, adiacente all'Ospedale e alla sede della Protezione Civile regionale, dove vengono accolti i profughi che raggiungono il Friuli Venezia Giulia nell'ambito della operazione "Mare Nostrum".

La struttura è diretta da Maurizio Blasi, sotto il coordinamento del Prefetto di Udine. Vi operano volontari che si alternano giorno e notte per prestare assistenza. Finora qui ne sono arrivati circa 120, di diverse etnie, prevalentemente da Siria, Eritrea, Etiopia. Spesso famiglie intere con bambini piccoli. «Voglio rassicurare i cittadini sul fatto che qui c'è la massima attenzione per i controlli sanitari e che stiamo facendo il nostro lavoro per dare garanzie di salute non soltanto ai migranti ma anche ai nostri concittadini», ha detto Serracchiani, ringraziando i volontari e i medici che «con grandissima passione, senso di accoglienza e il senso più alto della civiltà stanno aiutando queste persone in un momento difficile della loro vita, interpretando al meglio valori che ci appartengono profondamente» e ricordando che il Friuli Venezia Giulia per queste persone, quasi sempre, rappresenta solo una tappa del loro viaggio.

In proposito la presidente ha evidenziato come dall'inizio dell'emergenza "Mare Nostrum", lo scorso mese di aprile, il Friuli Venezia Giulia è stato raggiunto da tremila persone. Al momento nelle varie strutture di accoglienza nelle quattro province ne sono presenti 821. «Significa - ha indicato la presidente - che ben oltre duemila hanno già lasciato la nostra regione per raggiungere altre mete, generalmente il Nord Europa».

«Nell'Agenda europea quello dell'immigrazione deve rientrare tra i temi fondamentali. La Commissione europea - ha precisato Serracchiani - dovrà prendersi carico del tema dell'immigrazione, che per la prima volta dovrà configurarsi come una delle politiche comunitarie. Va rivoluzionato l'approccio avuto fino ad ora, non considerandola più solo una questione nazionale, che ogni singolo Stato doveva affrontare in solitudine».

«L'Italia naturalmente continuerà a fare la sua parte, come già sta facendo», si è detta certa la presidente del Friuli Venezia Giulia. Rispetto a quanto sta accadendo lungo le coste del Mediterraneo e in Medio Oriente e alla proposta, avanzata dal Centro Destra, di inviare l'esercito in Libia per fermare l'immigrazione, Serracchiani ha invitato a «non banalizzare: ricordo che in Libia è in atto una guerra civile, vi sono delle tribù armate che si stanno fronteggiando. Manca anche l'interlocutore politico con cui dialogare».

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