L'intervento del presidente

"Senza anima una democrazia è destinata ad implodere"

Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto all'inaugurazione della 50esima edizione della Settimana sociale dei cattolici in Italia, in programma a Trieste da oggi a domenica 7 luglio. La grande lezione sulla storia del Paese, sui diritti e sulla libertà democratica

TRIESTE - Cita Norberto Bobbio, Karl Popper, Pio XII e Paolo VI, ma anche il costituente Egidio Tosato, don Milani, De Gasperi, Giorgio Napolitano, papa Francesco I e il ruolo della Costituzione italiana il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto nella serata di oggi 3 luglio all'inaugurazione della 50esima Settimana sociale dei cattolici, in programma a Trieste fino a domenica 7 luglio. Il lungo discorso del Capo dello Stato, giunto in Porto vecchio dopo la decisione di spostare l'intervento da piazza Unità al Centro congressi a causa delle condizioni meteo, ha tirato in ballo i diritti, l'Unione europea e l'importanza dell'esercizio democratico. 

"Senza anima è destinata ad implodere"

"Le dittature le hanno definite un nemico da abbattere, e i suoi avversari pretenderebbero il suo tessuto logoro. Si è giunti ad affermare che libertà e democrazia sono opponibili, ma qual è l'anima della democrazia? Cosa ne fa l'ossatura che regge il corpo delle istituzioni e la vita civile delle comunità? Sono tutti interrogativi che accompagnano il progresso dell'Italia e dell'Europa. Ma senza anima, una democrazia è destinata ad implodere". L'intervento del Presidente rappresenta una vera e propria lezione di diritto sulla Costituzione, ma anche e soprattutto un richiamo "allo stato di salute degli stati", criticando i "nuovi steccati sempre in agguato". 

"La maggioranza non può violare i diritti delle minoranze"

"Dopo il regime fascista in Italia soffiava l'alito della libertà, il diritto all'opposizione e il rifiuto all'obbligo di conformismo. La democrazia non si esaurisce nelle sue norme di funzionamento. Le sue condizioni minime sono esigenti, si esprimono nell'uguaglianza e nel diritto di voto, nelle libertà e nelle alternative, nel ruolo insopprimibile delle assemblee e, soprattutto, nei limiti alla decisioni della maggioranza, che non può violare i diritti della minoranza. La presunta volontà generale è quella della maggioranza, che si considera rappresentativa di tutto il popolo, ma può essere più ingiusta di quella di un principe".  

"Al cuore delle democrazia vi sono le persone"

"La democrazia è relazioni sociali - ha continuato il Presidente -, ma occorre attenzione per evitare di confondere il parteggiare con il partecipare. Democrazia è esercizio dal basso, è camminare insieme. Occorre adoperarsi affinché ogni cittadino si trovi a godere appieno dei diritti, perché essi si inverano attraverso l'esercizio democratico". Secondo il Capo dello Stato "le democrazie imperfette vulnerano le libertà. Al cuore della democrazia vi sono le persone e le comunità, le espressioni civili ed economiche. Questo è il cardine della nostra Costituzione". La solidarietà deve rimanere "tessuto connettivo", perché "nel cambiamento di epoca avvertiamo tutta la difficoltà e l'affanno del funzionamento delle democrazie. La democrazia non è mai per sempre, ne richiede costante inveramento". 

I nuovi rischi

"Ci sono nuovi rischi epocali, come quelli ambientali, climatici, sanitari e finanziari. Le nostre società appaiono società del rischio, chiamate a fronteggiare le soluzioni tecnocratiche che vengono disegnate. Bisogna interrogarsi sul futuro della democrazia, perché non è un metodo, ma lo spazio pubblico in cui si esprimono i cittadini. La libertà ci richiama ai diritti delle persone". 

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