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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca Via dei Capitelli

Sgombero dei No green pass in porto, Puzzer: “Partiranno denunce a chi lo ha permesso”

L’ex portavoce del Clpt espone la sua versione dei fatti su quanto è accaduto durante le manifestazioni No green pass: “Chi tocca un portuale tocca tutti, difenderemo Tuiach finché non verrà reintegrato”

“Partiranno denunce verso chi ha permesso lo sgombero in Porto, tra cui il Prefetto e il ministro Lamorgese”, lo ha dichiarato Stefano Puzzer a una conferenza stampa, raccontando la sua versione sui fatti collegati alle manifestazioni no green pass.

Da membro del Clpt ed ex portavoce, Puzzer ha innanzitutto rimarcato, come spiegato dal sindacato stesso in una precedente conferenza stampa, che “Già nel gennaio del 2020, appena avute le prime notizie dalla Cina, abbiamo mandato richiesta all’autorità portuale su come ci saremmo adeguati, ma niente è cambiato e abbiamo continuato a lavorare nelle stesse condizioni di sempre. Abbiamo fatto le denunce all’azienda sanitaria e all’ispettorato del lavoro ma non abbiamo mai avuto risposte”.

Dal 15 ottobre Puzzer ha sposato la causa dei No Green pass: “Anche chi è vaccinato può essere contagiato e contagiare, anzi siamo proprio noi vaccinati a non essere controllati”, fino allo sciopero dell’11 ottobre, che “è stato proclamato da Fisi e Cobas, noi abbiamo semplicemente aderito, nel frattempo avevamo parlato con il presidente D’Agostino e con il sindaco, dicendo che non avremmo impedito a nessuno di lavorare”.

"Poi sono arrivate 100mila persone - ha continuato il leader delle proteste No green pass - , siamo stati una scintilla e ci hanno seguiti. A quel punto, per non coinvolgere il Clpt ho deciso di dare le dimissioni e prendermi le responsabilità. Poi il 18 ottobre c’è stata una vera e propria violazione dei diritti dei cittadini italiani, ci hanno spazzato via e per questo partiranno delle denunce”, rivolte “a chi ha fatto passare la Polizia, a chi ha dato ordine di spazzare via le persone, quindi anche al Prefetto, al ministro dell’Interno e al presidente del porto. A chiunque abbia permesso questo”, ma anche "a chi ha detto che siamo come le brigate rosse e che i non vaccinati sono degli untori".

Su Fabio Tuiach, licenziato per aver partecipato alle manifestazioni No Green Pass mentre era in malattia, Puzzer dichiara: “è solo un capro espiatorio. Da portuale dico che chi tocca uno di noi tocca tutti, quindi noi lo difenderemo procurandogli degli avvocati. Se il licenziamento sarà ratificato noi rimarremo fermi finché non lo reintegrano”.

Da privato cittadino, l’ex portavoce del Clpt ha ribadito la sua contrarietà al Green Pass definendolo “una farsa, un provvedimento economico e non sanitario, se adesso vogliono darmelo dopo la terza dose significa che prima non serviva”, parlando di “un vaccino che non è nemmeno un vaccino” e sostenendo che “Il Governo e la Regione danno numeri a caso e non possiamo più fidarci di nessuno. Bisogna aprire i giornali e le Tv anche a chi la pensa in modo diverso”.

Secondo Puzzer, che dichiara di aver ricevuto un foglio di via e almeno quattro accertamenti “Il governo ha fallito nelle misure contro la pandemia e il popolo non è stato ascoltato. Noi non vogliamo che succeda come a Bruxelles, il Governo può ancora retrocedere. Non fomentiamo l’odio tra le persone e facciamo parlare tutti salvaguardando le libertà personali”.

Non è mancata una stoccata a Mitja Gialuz, promotore della petizione pro Green pass firmata da oltre 60mila persone: “Una petizione senza contenuti medici. Abbiamo chiesto un confronto in diretta Tv, ci è stato risposto ‘non scenderemo nel fango’. Evidentemente abbiamo più contenuti noi portuali rispetto a chi organizza regate”. 

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