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Sgominata Banda di Ladri Serbi

La Squadra Mobile della Questura di Trieste ha arrestato, a conclusione dell’operazione “Black Hole” avviata lo scorso novembre a seguito di numerosi furti in appartamento commessi nel capoluogo giuliano, i componenti di un sodalizio criminale...

La Squadra Mobile della Questura di Trieste ha arrestato, a conclusione dell'operazione "Black Hole" avviata lo scorso novembre a seguito di numerosi furti in appartamento commessi nel capoluogo giuliano, i componenti di un sodalizio criminale serbo operante in tutta Italia.

Si tratta di VESELINOVIC Srecko di 31 anni (in foto), DJURDJEVIC Perica di 38, MITROVIC Gordana di 39, MITROVIC Nebojsa di 44 e RADOSAVLJEVIC Mario di 21, tutti di etnia rom e accusati dal gip del Tribunale di Trieste di associazione per delinquere finalizzata ai furti in appartamento e ricettazione.

Altri due componenti della banda sono attivamente ricercati in Italia e all'estero in collaborazione con l'Interpol, per l'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip su richiesta del p.m. titolare dell'indagine d.ssa Maddalena CHERGIA.

Proprio nella ricerca dei latitanti la scorsa notte veniva effettuata una perquisizione a Padova in uno dei covi della banda, che permetteva di individuare il figlio minore di uno dei ricercati e altri due componenti della banda MITROVIC Igor del 1980 e NOVAK Dragan del 1981, arrestati al termine di un inseguimento per ricettazione e resistenza a p.u.

Infatti i tre stranieri sono stati trovati in possesso di refurtiva proveniente da colpi messi a segno nella provincia di Padova

L'attività investigativa, resa particolarmente complessa dalla clandestinità di alcuni dei componenti operanti su tutto il territorio nazionale, favorita anche dalla complicità di loro connazionali domiciliati in campi nomadi della regione Campania, si è conclusa con la collaborazione Squadra Mobile di Trieste e delle Squadre Mobili di Napoli, Caserta, Padova e Gorizia.

Nel corso dell'indagine, coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine , sono stati interessati diversi uffici di polizia, in particolare nel nord-est per l'identificazione dei componenti della banda e dei loro complici, oltre che per l'esatta localizzazione dei vari nascondigli nei campi nomadi utilizzati per occultare la refurtiva.

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