Cronaca

Agroalimentare, Shaurli: «Positivi i segnali di ripresa»

Dati Eurostat positivi per il settore agroalimentare regionale. Ricerca di qualità e made in Italy confermano la tendenza al ricercare il prodotto italiano da portare in tavola. L'assessore regionale alle Risorse agricole Cristiano Shaurli soddisfatto: «Guardare al 2016 come un anno importante di crescita reale»

«I dati Eurostat diffusi questo mese, coniugabili anche alle stime Coldiretti sulle spesa delle famiglie italiane nell'attuale periodo di festività, legata ad una ricerca sempre più costante del prodotto agroalimentare di qualità made in Italy, a cui vorrei aggiungere anche una considerazione sulla significativa diffusione in Friuli Venezia Giulia di produzioni vicine, a chilometro zero, mostrano per questo settore in Italia una positiva controtendenza». Queste le parole dell'assessore regionale alle Risorse agricole Cristiano Shaurli.

«Se infatti il reddito pro capite in agricoltura cala in media del 4,3 per cento in Europa - ha segnalato l'assessore - il nostro Paese fa invece segnare un corposo +8,7 per cento. Questi dati, assieme all'aumento dell'export agroalimentare nazionale, all'aumento di 10 punti percentuali della produzione vitivinicola, ad un ritrovato orgoglio per le nostre produzioni e a numeri FVG sempre superiori alla media nazionale, confermano una volta di più che il settore sta tornando sempre più centrale nell'economia italiana e soprattutto confermano l'opportunità delle scelte operate nella nostra regione: una disponibilità finanziaria importante che non si vedeva da anni sul Fondo di rotazione in agricoltura, per facilitare investimenti ed accesso al credito dei nostri agricoltori, investimenti per un' irrigazione moderna e sostenibile, un forte impulso alla promozione interna e soprattutto estera».

«Il nuovo Programma di Sviluppo rurale - ha concluso l'assessore Shaurli - scelte fatte con la legge di Stabilità per il prossimo anno, l'impegno verso tracciabilità, qualità dei prodotti e loro promozione, insieme alla sfida di vere filiere regionali capaci di dare valore aggiunto ai nostri prodotti, possono permetterci, se lavoriamo finalmente uniti, di guardare al 2016 come un anno importante di crescita reale, capace di trainare anche settori, purtroppo, tutt'ora in crisi».

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