Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Sicurezza aeroporto, Ziberna (Fi): «Polizia svolge mansioni non di competenza»

« Ronchi è l'unico scalo in Italia con questa situazione, che allevia i costi di gestione ma pregiudica la sicurezza generale dell'aeroporto e le norme attuative che la dispongono»

«L'aeroporto di Ronchi dei Legionari è l'unico in Italia con anomalie gestionali che riguardano il Piano nazionale della sicurezza (Pns): in base a quale legge la responsabile Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile) per il Nord Est ha potuto derogare alla norma che prevede che tutti i servizi di sicurezza operanti in strutture aeroportuali debbano essere svolti da personale della società di gestione, con gli operatori di Polizia che continuano a svolgere mansioni non di competenza?». A porre il quesito è il vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Rodolfo Ziberna in un'interrogazione presentata alla Giunta.

«Il Pns, che tra l'altro è stato emanato principalmente dall'Enac, prendendo indirizzo dai piani di sicurezza internazionali - rileva Ziberna - prevede espressamente che tutti i servizi di sicurezza operanti in strutture aeroportuali o portuali debbano essere svolti da personale della Società di gestione. Qualora le Società di gestione aeroportuale non fossero in grado di provvedere (ed è il caso di Ronchi), i servizi di controllo di sicurezza verrebbero affidati dall'Enac, mediante procedure concorrenziali, a soggetti terzi».

«Già in passato - continua il consigliere - sono stati segnalati (anche tramite interrogazione) diversi disservizi e le risposte ottenute, coinvolgendo la direzione dello scalo aereoportuale di Ronchi, erano state rassicuranti, anzi, avevano voluto minimizzare la situazione denunciata e richiamata. Nonostante queste rassicurazioni, però la situazione è tutt'altro che tranquilla. Come evidenziano alcune organizzazioni sindacali, infatti, Ronchi è l'unico aeroporto in Italia dove gli operatori di Polizia continuano a svolgere mansioni non di competenza, alleviando così i costi di gestione, ma pregiudicando la sicurezza generale dell'aeroporto e le norme attuative che la dispongono».

«Pare che la dirigente del Posto di polizia di frontiera aerea e marittima abbia intenzione di porre freno a tutto questo, essendo soggetto competente in materia: a seguito del superamento di un corso è stata, infatti, recentemente nominata Ispettore Enac nazionale. Tutto questo, però, non sarebbe possibile, almeno in tempi brevi, in quanto per formare il personale, munirlo di decreto prefettizio e fargli svolgere tutti i corsi e le abilitazioni, sono necessari almeno tre mesi, pur essendo scaduto il primo gennaio scorso il termine della proroga. Chiedo quindi alla Giunta regionale - conclude Ziberna - qual è la reale situazione all'aeroporto di Ronch e se non considera opportuno svolgere un incontro con il personale con compiti di controllo e sorveglianza, compresi i rappresentanti sindacali delle Forza di polizia e di finanza presenti in loco».

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