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Progetto Namirg, Serracchiani: «Vigili del Fuoco italiani, sloveni e croati insieme per la sicurezza in mare»

La squadra di 24 Vigili del Fuoco - 8 per nazione - della Regione Friuli Venezia Giulia, della Regione Istriana (Croazia) e della città di Koper/Capodistria (Slovenia) sarà supportata dalle azioni coordinate di Capitanerie di porto, Protezione civile, soccorso sanitario, Autorità portuali e operatori marittimi

«Il progetto Namirg sulla sicurezza dei trasporti marittimi è esemplare per il suo sguardo internazionale e s'inquadra appieno nella rafforzata collaborazione tra la Regione Friuli Venezia Giulia e lo Stato italiano con la Croazia e la Slovenia, esaltando il coordinamento di tutti i nostri presidi».

Lo ha rilevato la presidente della Regione Debora Serracchiani, intervenuta oggi a Trieste nella sede del Segretariato esecutivo InCe (Iniziativa Centro Europea) alla presentazione del progetto che per la prima volta porterà alla costituzione di una squadra unica di 24 uomini dei Vigili del Fuoco italiani, sloveni e croati in grado di intervenire in caso emergenze causate da incendi a bordo di navi in mare aperto nell'area tra Pola e Trieste.

«In questi anni abbiamo lavorato molto con Slovenia e Croazia su prevenzione, sicurezza in mare e impatto ambientale e oggi siamo convinti che sia fondamentale fare squadra per fronteggiare in modo ottimale eventuali emergenze che possano verificarsi nell'Adriatico settentrionale", ha osservato Serracchiani. La presidente della Regione ha colto anche l'occasione per ringraziare «per il loro ruolo insostituibile le donne e gli uomini dei Vigili del Fuoco, il corpo più amato dai cittadini italiani».

Namirg (North Adriatic maritime incident response group), coordinato dall'InCe e cofinanziato dalla Commissione europea, è un progetto della durata di 24 mesi che si concluderà alla fine del 2019 e si compone di azioni coordinate che interesseranno tutti i soggetti del territorio in prima linea nella gestione delle emergenze. La squadra di 24 Vigili del Fuoco - 8 per nazione - della Regione Friuli Venezia Giulia, della Regione Istriana (Croazia) e della città di Koper/Capodistria (Slovenia) sarà supportata dalle azioni coordinate di Capitanerie di porto, Protezione civile, soccorso sanitario, Autorità portuali e operatori marittimi.

La prima fase del programma è già scattata e prevede l'analisi delle risorse necessarie e delle criticità, preliminare al perfezionamento di accordi per coordinare i soccorsi in mare in piena uniformità normativa e nella massima rapidità. La seconda fase porterà alla creazione di un gruppo di studio transfrontaliero che importerà le esperienze già maturate nel nord Europa e stabilirà le procedure di addestramento fissandole in manuali operativi multilingue. Nella terza fase saranno acquisiti tutti i materiali e attrezzature necessarie per l'attività della squadra e inizierà l'addestramento vero e proprio. La quarta e ultima fase coinciderà con una spettacolare esercitazione che si terrà al largo del porto di Pola, con mezzi navali ed elicotteri, nel corso della quale verrà simulato l'incendio di una cisterna con feriti a bordo.

Alla conferenza stampa di presentazione dell'evento, oltre alla presidente Serracchiani e al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, sono intervenuti, tra gli altri, Loris Munaro, direttore generale dei Vigili del Fuoco del Friuli Venezia Giulia, Luca Sancilio, comandante della Capitaneria di Porto di Trieste, il comandante della comunità dei Vigili del Fuoco della Regione istriana Dino Kozlevac e il responsabile dei Vigili del Fuoco di Capodistria Denis Glavina. Da parte dell'Iniziativa Centro Europea è stato auspicato che questo modello innovativo di collaborazione transfrontaliera possa coinvolgere in futuro anche Paesi come Albania, Bosnia ed Erzegovina e Montenegro.

Scopo del progetto, in parte finanziato dalla Comunità Europea, è la creazione di un dispositivo di risposta all'incendio nave in mare nell’Adriatico Settentrionale, mediante la formazione di una squadra internazionale e di un efficace sistema di coordinamento dell'emergenza da parte dei tre Paesi che vi si affacciano (Croazia, Italia e Slovenia)

Tale dispositivo prevede l'intervento di una squadra di Vigili del Fuoco, specificatamente formati, addestrati ed equipaggiati per essere elitrasportati a fronteggiare l'incendio sulle navi in mare

Il progetto è suddiviso in azioni che si svolgeranno nell'arco di 2 anni

La prima azione prevede la verifica dello stato dell'arte del dispositivo di risposta a questo tipo di emergenze attualmente esistente, per stabilirne gli attori partecipanti a vario titolo, eventuali carenze, criticità, possibili aree operative etc

Contestualmente si provvederà alla stesura e sottoscrizione di accordi, protocolli, convenzioni e quant'altro necessario all'attivazione e coordinamento di tale dispositivo, tra gli enti chiamati a rispondere a tali emergenze, i gestori dei possibili vettori per il trasporto e gli altri attori partecipanti

La seconda azione prevede l'istituzione di un gruppo di studio che dovrà produrre le linee guida operative, le specifiche tecniche per l'acquisto dell'equipaggiamento e delle dotazioni, una dispensa per coloro che dovranno coordinare le operazioni del dispositivo, le procedure operative standard (POS) ed infine i pacchetti formativi derivanti da tutte le precedenti documentazioni

La terza azione vedrà finalmente scendere in campo la squadra con un percorso formativo/addestrativo prolungato, culminante con la quarta azione che prevede una esercitazione di antincendio navale al largo delle coste Istriane quale test valutativo di tutto l'impianto

Attorno a queste azioni ci sarà un lavoro gestionale e divulgativo che vedrà la creazione di un sito web, la produzione di un video, conferenze stampa e una conferenza finale avente lo scopo di analizzare i risultati ottenuti

"Riteniamo che non vi sia assolutamente spazio per un rigassificatore del golfo di Trieste, perché creerebbe problemi al traffico marittimo e imporrebbe di alzare ulteriormente le misure di sicurezza nel porto di Trieste, che pure adesso è già sicuro".

Lo affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani a Trieste a margine della conferenza stampa di presentazione del progetto Namirg (North Adriatic maritime incident response group).

"Il porto di Trieste è il luogo nel quale vengono stoccate 43 milioni di tonnellate di idrocarburi ogni anno e allo stesso tempo uno scalo, per nostra fortuna, molto trafficato", ha ricordato la presidente della Regione, dopo che, durante l'incontro stampa, il comandante della Capitaneria di Porto Luca Sancilio aveva reso noto che lo scalo di Trieste "ha una capacità di estinzione degli incendi superiore a qualsiasi porto del Mediterraneo". Ciò proprio in relazione alla movimentazione di greggio e alle caratteristiche geografiche del golfo di Trieste, definito dal sindaco Roberto Dipiazza, tra le autorità intervenute all'incontro, "il nostro lago".

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