Cronaca

Sicurezza, Sap: «Il Prefetto Morcone "snobba" la voce dei poliziotti»

Il segretario provinciale Sap in replica al Prefetto Morcone in materia di sicurezza del Paese e accoglienza immigrati

«Il Prefetto Morcone non perde occasione di dimostrare tutta la sua “democratica” considerazione verso il mondo sindacale della Polizia, in particolare a quello non a lui “allineato”. In occasione di “Link - Premio Lucchetta” sollecitato dal giornalista sulla proposta da parte del Sap regionale Fvg di allestire un Centro di identificazione dei profughi (hotspot) nel Tarvisiano, come risposta al giro di vite sull'immigrazione da parte dell'Austria, il Capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno, ha risposto che "su questo fronte agiremo sulla base di ciò che deciderà il Ministero dell’Interno, non certo perché sollecitato da un sindacato"». Lo rileva in un comunicato alla stampa il segretario provinciale Sap Lorenzo Tamaro.

«La proposta del Segretario regionale del Sap dei giorni scorsi invece non era affatto provocatoria, viste le dichiarazioni del Questore di Udine: c’è il trattato di Dublino che prevede che i cittadini extracomunitari in fuga da Paesi in guerra possono fare richiesta di asilo solo nel primo Paese membro dell’Ue in cui arrivano. Se lo fanno in Austria e Ungheria, ma poi entrano in Italia si apre una procedura di riammissione formale. E spesso i termini spirano con la conseguenza che i richiedenti asilo finiscono per stare nell’ultimo territorio in cui hanno messo piede».

«Nulla di nuovo in realtà nell’atteggiamento del Prefetto Morcone - prosegue Tamaro - immancabilmente in linea con questo Esecutivo, che peraltro si è distinto per non aver nemmeno ritenuto opportuno convocare i sindacati di polizia sulle problematiche del Comparto Sicurezza, com’è sempre stato consuetudine: evidentemente considera superfluo sentire la voce di chi quotidianamente deve confrontarsi sul campo con i problemi per la “sicurezza” del Paese».

«Sostenere poi che l’Italia sia preparata agli arrivi senza però avere mai presentato, almeno pubblicamente, un piano per quanto riguarda l’accoglienza e le location dove queste persone dovrebbero essere alloggiate, crediamo faccia sorgere molti dubbi sulla reale preparazione. Ha poi sostenuto, il capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno che non è vero che commettono reati, riferendosi ai nostri ospiti, per poi subito contraddirsi dicendo che nessuno di questi immigrati ha compiuto reati significativi».

«Le cronache dei giornali invece anche di Trieste spesso riportano episodi legati a queste persone che preoccupano non poco i cittadini e che alimentano dibattici proprio su questo tema. Negare l’esistenza di un problema, significa a priori non volerlo affrontare e ben si accomuna al non voler ascoltare la voce rappresentativa di chi i problemi legati alla sicurezza li vive quotidianamente».

Siamo tristemente abituati a questi atteggiamenti del Prefetto Morcone. Ricordiamo bene il suo "no" alla domanda del giornalista di Ballarò, dopo aver mandato in onda il servizio-denuncia dei giubbotti antiproiettile scaduti e caschi da ordine pubblico in pessime condizioni, che aveva chiesto se queste sono le reali condizioni della Polizia di Stato. La repressione poi nei confronti dei dirigenti sindacali del Sap che avevano denunciato quella situazione comune in tutta Italia, era stata molto dura. Oggi serve invece - conclude Tamaro - saper ascoltare di più quanto proposto da chi i problemi reali li conosce, solo così si potrà migliorare la sicurezza di tutti.

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