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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Storie di immigrazione / Altopiano Carsico

Ospita in casa due profughi ucraini grazie al tam tam dei social: la storia di Jaqueline

Ha accolto nella sua casa a Opicina una coppia di pensionati in fuga dall'Ucraina, conosciuti attraverso un gruppo Facebook: "Sono straordinari e gentilissimi"

La solidarietà verso la popolazione Ucraina passa attraverso i gruppi social e sempre più spesso si concretizza in azioni concrete: sono sempre più, infatti, i  privati cittadini che ospitano profughi per contribuire ad arginare la crisi umanitaria in corso. E' il caso di Jaqueline, una signora che ha accolto nella sua casa a Opicina una coppia di pensionati in fuga dall'Ucraina. Anatolii e Galina sono arrivati due settimane fa a Trieste, e attraverso un gruppo Facebook sono entrati in contatto con Jaqueline, che si è offerta volontaria e ora ha deciso di raccontarci la sua esperienza.

Cosa l’ha spinta a fare un gesto così generoso?

I miei nonni hanno combattuto contro i nazisti nella seconda guerra mondiale. Mio nonno guidava i caccia Spitfire, ha perso un braccio e un occhio in un incidente aereo. Mia nonna era nella Wrens (il ramo femminile della Royal Navy del regno unito, ndr). Sono stati un meraviglioso esempio per me, mi hanno insegnato a opporre resistenza alla tirannia e fare ciò che è giusto. Gli inglesi hanno alle spalle una lunga storia che li ha visti dare rifugio ai bisognosi. Io ho la doppia nazionalità, inglese e slovena, e sono molto fiera di quello che la Slovenia sta facendo per aiutare la popolazione ucraina. Ogni giorno camion pieni di aiuti partono dalla Slovenia, e il Governo ha promesso di ospitare più profughi di quanto richiesto. Anche gli sloveni aiutavano i rifugiati durante le guerre dei Balcani, più di 300mila sono stati aiutati, un numero incredibile per una piccola nazione.

Chi sono i rifugiati che sta ospitando?

Sono una coppia in pensione, hanno dovuto emigrare due volte, prima hanno dovuto lasciare Donetsk nel 2014, poi Kiev quando l’attuale guerra è iniziata. Lui era un minatore, lei lavorava per l’ufficio statistiche della sua regione.

Qual è il loro stato d’animo?

Sono straordinari. Il loro figlio è rimasto a Kiev e ieri il suo appartamento tremava quando le bombe sono cadute nelle vicinanze, ovviamente sono preoccupati per lui ma non lo fano pesare. Sono stati fuori dall’ucraina solo una volta, molto tempo fa, in Bulgaria e tutto questo è sicuramente traumatico per loro. Sono molto gentili e grati per tutto quello che la gente ha fatto per loro.

Come le dimostrano la loro gratitudine?

Galina cucina deliziosi piatti ucraini ogni giorno, Anatolii ama tenersi occupato, ha pulito le mie pentole e il mio forno che ora sembra nuovo, ha riparato un cassetto della cucina, ha dipinto una finestra e raddrizzato la porta di casa, oltre ad aver fatto dei lavori in giardino. Mi ringraziano continuamente.

Per quanto rimarranno da lei?

Staranno con me fino al 5 aprile, poi andranno in inghilterra con il progetto “Homes for Ukranians”. Andranno a stare con una splendida famiglia in una città vicino a Swindon, penso che lì staranno bene. Questa famiglia sta già pianificando una festa di compleanno per Galina il giorno dopo il suo arrivo e hanno trovato una bicicletta per Anatolii. 

Ha intenzione di ospitare altri profughi?

Sì, assolutamente.

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