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Silos-dormitorio, Schiavone (ICS): «A rifugiati pasti, assistenza sanitaria e docce»

Lo riferisce in una nota Gianfranco Schiavone presidente Ics Ufficio Rifugiati Onlus: «i richiedenti asilo privi di alloggio usufruiscono di pranzo e cena della mensa Caritas, hanno assistenza sanitaria, usufruiscono del centro diurno di via Udine, hanno accesso alle docce comunali e al cambio vestiti»

«In relazione alle notizie diffuse sulla situazione dei richiedenti asilo accampati al Silos si conferma che la situazione delle presenze è peggiorata nel corso degli ultimi giorni a causa dell'eccessiva lentezza dei trasferimenti (che comunque ci sono tutti i giorni) da Trieste verso altre città della Regione e del resto d'Italia».

Lo riferisce in una nota Gianfranco Schiavone presidente Ics Ufficio Rifugiati Onlus.

«Questa lentezza è conseguenza diretta della feroce opposizione che gruppi e movimenti politici di estrema destra mettono in atto nelle diverse città, e in particolare in Veneto e Lombardia, attraverso campagne che rallentano la veloce apertura delle strutture di accoglienza previste dal piano di ripartizione nazionale; in tal modo la situazione di difficoltà si scarica verso i territori di primo arrivo dei rifugiati come Trieste, che hanno saputo invece realizzare un sistema di accoglienza territoriale innovativo pur in presenza di numeri relativamente elevati».

«La situazione del Silos è sicuramente inaccettabile ma è del tutto falsa e volgare la notizia diffusa da “Trieste United Security” che di queste persone nessuno si sta occupando: i richiedenti asilo privi di alloggio usufruiscono a pranzo e cena della mensa Caritas (quella che è stata imbrattata dalle note scritte di alcuni giorni fa), hanno assistenza sanitaria, usufruiscono del centro diurno di via Udine gestito da Comunità di S. Martino e ICS, dove hanno generi di conforto e possono restare per quasi tutto il giorno, e infine hanno accesso alle docce comunali e al cambio vestiti».

«Tutto ciò mentre si sta provvedendo da parte delle istituzioni ad attivare il prima possibile nel territorio ulteriori strutture con funzioni di prima accoglienza e transito. Le presenze nel Silos di persone che non svolgono attività di aiuto umanitario appare di assai dubbia utilità perché nulla aggiunge alla conoscenza della situazione e in nulla contribuisce a risolverla».

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