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Cronaca

Tarlao (Silp): "Dal Governo molte promesse e poca sostanza"

Il segretario regionale del sindacato di Polizia: "che fine hanno fatto le nuove assunzioni? Quando il governo Conte è entrato in carica era già pronto un decreto ad hoc, perché non è stato ancora firmato?"

ll Silp Cgil lancia un messaggio al ministro Salvini e al governatore Fedriga. A seguire le dichiarazioni del Segretario Regionale Fvg Michele Tarlao, che riportiamo integralmente.

Le parole di Tarlao

«Certamente tra i poliziotti è alta l'aspettativa per ciò che farà il ministro Salvini, e noi come sindacato di categoria vogliamo valutarne l'operato più nei fatti, che nei proclami. In tal senso un segnale positivo consisterebbe nel trovare e mettere a disposizione le risorse necessarie da destinare alla sicurezza e la prossima legge di bilancio sarà il vero banco di prova del governo e del ministro. Risorse per finanziare innanzi tutto il riordino interno delle carriere, le assunzioni, il contratto di lavoro, i mezzi e l’equipaggiamento».

"Molte promesse e poca sostanza"

«Come ribadito anche dal nostro segretario generale Daniele Tissone, non chiudiamo la porta al governo e al vice premier nonché ministro dell'interno Matteo Salvini, ma chiediamo di passare al più presto dalle parole ai fatti. Ad oggi dobbiamo registrare molte promesse e poca sostanza sui temi che davvero interessano alle lavoratrici e ai lavoratori in divisa. Si pensi ad esempio al decreto correttivo relativo alla riforma dei ruoli e delle qualifiche. Lega e M5s hanno condiviso con noi, quando erano all'opposizione, numerose critiche a questo riordino che doveva avere l'obiettivo di rendere più efficiente il comparto sicurezza attraverso migliori percorsi di carriera interna. Ad oggi l'attuale governo pare invece intenzionato a confermare l'impianto della riforma voluta dal precedente esecutivo e questo non possiamo accettarlo».

"Dove sono finite le assunzioni?"

«Come Silp Cgil ci chiediamo anche che fine abbiano fatto le nuove assunzioni: "Dovevano scorrere le graduatorie dell'ultimo concorso agenti per chiamare a visita i ragazzi già a settembre e partire subito coi corsi di formazione. Quando il governo Conte è entrato in carica era già pronto un decreto ad hoc, perché non è stato ancora firmato? Siamo da tempo in affanno di personale e con le migliaia di pensionamenti previsti nel 2018 non potremo che andare peggio". C'è poi la partita, per noi importantissima, del rinnovo contrattuale che interessa circa 500.000 addetti alla sicurezza tra poliziotti, carabinieri e militari. I nodi non potranno che essere sciolti nella ormai prossima legge di stabilità. Al momento però tutte le attenzioni paiono concentrate sulla flat tax e sul reddito di cittadinanza. Non abbiamo notizie di nuovi stanziamenti economici per le forze dell'ordine, e gli automezzi e gli equipaggiamenti sono sempre vetusti ed inadeguati. Rischiamo di ritrovarci con un contratto peggiore rispetto a quello sottoscritto col governo Gentiloni».

Il confronto con il Governo

«Sono sicuramente tante le sfide aperte, insomma. Noi siamo espressione del primo e più grande sindacato italiano - conclude il Segretario Regionale Tarlao - e abbiamo il dovere di confrontarci anche con Salvini, nonostante le distanze che ci dividono su temi importanti come l'accoglienza e l'immigrazione. Dal primo giugno, da quando si è insediato il nuovo governo, le nostre proposte, sempre costruttive, sono sul tavolo del vice premier. Vogliamo cose concrete, non giri di parole. Su questi temi siamo e saremo anche pronti a mobilitarci e a scendere in piazza, se necessario. p.s. ma i flussi dei migranti sulla porta di nord - est, sono davvero calati grazie alla propaganda urlata e all’impiego di un paio di equipaggi di rinforzo? A noi non sembra, ma potrebbe essere che ci sbagliamo».

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