Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Il 34enne triestino Silvio Ginanneschi è stato espulso dalla Colombia

Secondo i media colombiani dal 2017 ad oggi il giovane sarebbe entrato venti volte nel Paese latinoamericano affermando di lavorare come traduttore. I suoi legali: "E' in Italia, in un Paese sicuro". Per molte organizzazioni umanitarie a Bogotà e dintorni la situazione è drammatica. Stupri, violenze, centri di tortura messi in piedi dalla polizia per reprimere le rivolte contro la riforma fiscale

Silvio Ginanneschi è stato espulso dalla Colombia e rimandato in Italia. Il 34enne triestino arrestato dalla polizia di Bogotà negli scorsi giorni con l'accusa di aver partecipato a sommosse violente ed essere membro di Primera Linea, movimento che da tempo protesta contro il governo della capitale (soprattutto contro la riforma fiscale imposta dall'esecutivo), secondo i media del Paese latinoamericano era già stato identificato in passato dalle forze dell'ordine. Come riporta il sito Msn Colombia e fonti dell'Ufficio Immigrazione, dal 2017 ad oggi Ginanneschi sarebbe entrato in Colombia in venti occasioni. 

Venti volte in Colombia dal 2017 ad oggi

Il giovane triestino avrebbe affermato di esercitare la professione di traduttore e di fornire, come riporta il sito colombiano, servizi ad una realtà professionale di Barrios Unidos, luogo dove non esisterebbe alcuna agenzia di traduzioni. Proprio per questo, secondo gli organi di polizia di Bogotà Ginanneschi avrebbe mentito sui reali motivi della sua permanenza nel Paese. La polizia sta indagando sui suoi legami con l'organizzazione Primera Linea. Molte organizzazioni umanitarie hanno denunciato la drammatica situazione che da tempo vive il Paese. 

Stupri, centri di tortura, violenze della polizia: la situazione nel Paese è drammatica

Nel giugno di quest'anno la Commissione interamericana sui diritti umani ha visitato la nazione registrando una lunghissima lista di violenze ai danni della popolazione da parte della stessa polizia che accusa Ginanneschi. Il dato aggiornato ad inizio giugno, come riporta Osservatorio Diritti, parla di un'escalation drammatica di reati. Le denunce di stupro sono 25, quasi 60 morti e circa una cinquantina di persone che hanno perso un occhio a causa dei proiettili di gomma utilizzati dalle forze dell'ordine. Non si contano le persone scomparse nel nulla. Secondo le organizzazioni non governative in Colombia la polizia avrebbe messo in piedi dei veri centri di tortura all'interno di centri commerciali, esistenza negata dal governo. 

I due legali che difenderanno Ginanneschi

A farsi carico dei diritti dei manifestanti sono le organizzazioni antigovernative e singoli avvocati. Proprio Silvio Ginanneschi ha infatti conferito la sua procura a due legali colombiani esperti di diritti umani che difenderanno la sua causa di fronte alla magistratura colombiana. Si tratta di Juan Trujllo Cabrera e di David Teleki. Qui sotto il documento. 

Procura Ginanneschi-2

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