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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca

Simon Adams, il dj-dottore: «Eventi e feste nel Parco di Miramare, valorizzare il talento giovanile»

Intervista a 360 gradi al Dj Simone Adams: «Trieste è una città di passaggio, dovrebbe far leva su ciò ed intercettare i turisti diretti in Croazia. Ci vogliono maggiori luoghi di aggregazione giovanile in città. In Porto Vecchio andrebbe realizzato un locale “open-air” che organizzi eventi, feste ogni giorno»

Da oltre 10 anni apprezzato protagonista della vita notturna triestina e non: stiamo parlando del dj Simon Adams. «Sono triestino d’adozione – spiega il dj – vivo in città ormai da oltre dieci anni. Mi sono laureato nel 2013 all’Università di Trieste presso la facoltà di scienze della comunicazione. Ho iniziato a 19 anni, facendo il dj in diversi locali. Ho sempre vissuto di musica, essendo una grande passione di mio papà, che me l'ha trasmessa. Da piccolo ho suonato la batteria. La passione della musica, insomma, l'ho avuta sin da bambino».

Ho suonato in tutti i principali locali di Trieste – prosegue Simon – ma anche in numerosi Stati d’Europa come l’Inghilterra, l’Austria, la Slovenia e la Grecia. A marzo è inoltre previsto un tour negli Stati Uniti, a Miami, nuova ennesima grande soddisfazione».

«Dal 2013 inoltre produco personalmente musica. Ho già realizzato una sessantina di pezzi con grandi risultati, sono stato primo per 3 volte nella classifica di Traxsource, uno dei principali siti tematici. Il più famoso pezzo (Soul Panda) l’ho realizzato assieme al mio collega e amico Stefano Mango  sotto l’etichetta discografica Guesthouse music (tra le altre etichette con cui ho collaborato ricordo anche “Fogbank”, “Safe”, “City Soul Recording”e “Hotfingers”).  Per quanto concerne gli ultimi successi, è appena uscita la classifica di Traxsource che mi vede al 54° posto nella top 100 degli artisti house, 60°  per quanto concerne il genere jackin house. Sapere che molti tra i principali dj mondiali suonano i tuoi pezzi ti da una gratificazione e una gioia infinta, e capisci di essere sulla giusta strada. Il prossimo anno inoltre aprirò un’etichetta discografica tutta mia, grazie alla quale produrrò diversi nuovi lavori. A gennaio 2016 è infatti prevista l’uscita di una decina di nuovi brani, frutto di un grande lavoro in studio in questi mesi»

«I generi dei miei pezzi sono il funky-house e il jackin-house. Quando compongo un brano non ho alcun tipo di limite mentale che mi imponga di utilizzare un suono piuttosto che un altro. Dipende da come mi sento quel giorno, dal mio attuale stato d’animo, dalle emozioni che ho in quel periodo, sono tanti insomma i fattori che concorrono alla realizzazione di una traccia». simon adams 2-2-2

Simon è anche coordinatore della crew cittadina Animal”; «siamo un gruppo di 15 amici – sottolinea Simon –  abbiamo deciso di attivarci per organizzare in città serate di qualità con ospiti dj emergenti regionali e del Triveneto. Ognuno di noi ha un compito ben definito all’interno, c’è chi si occupa della parte web, chi delle pubbliche relazioni, chi delle foto. Ognuno di noi ha delle competenze che cerchiamo di valorizzare al massimo. L’età media è attorno ai 21-22 anni, maschi e femmine sono rappresentati in egual misura. Nostro scopo è anche, e soprattutto, quello di educare ad un ascolto maggiormente ragionato sugli artisti, facendo conoscere dj nuovi che permetta un’apertura mentale musicale maggiore di un semplice fruitore di musica. Abbiamo realizzato e collaborato alla buona riuscita di diversi party cittadini in locali diversi quali l’Ausonia (ospite Marco Faraone), Naima (dove l’anno scorso abbiamo organizzato tutti i mercoledì universitari) e ora il Mandracchio, dove organizziamo feste due mercoledì al mese. L’ultima festa ha visto come ospite Albert Marzinotto (intervistato da triesteprima pochi giorni prima dell’esibizione triestina). Il pubblico che ci segue è principalmente formato da universitari, dai 20 ai 25 anni, con una prevalenza di pubblico di genere femminile».

Andando più nello specifico sulla realtà triestina, Simon spiega che «la movida è tutto ciò che concerne l’aggregazione giovanile. Con gli anni mi sembra che sia un po’ andata a calare rispetto a quella di qualche anno fa, anche se il movimento di persone in città è sempre piuttosto copioso, e di locali con un grosso potenziale ce ne siano. Qualche giorno fa a proposito sono tornato dopo un po’ di tempo all’Etnoblog, e mi ha piacevolmente sorpreso. Ora non ha nulla da invidiare a tanti club a livello europeo.  E’ stato fatto davvero un bel lavoro».

«Trieste è una città di passaggio – continua –, specie d’estate transitano in questa zona tantissimi stranieri diretti in Croazia (dove per i giovani ci sono numerosi eventi, festival tra i più importanti in Europa, e serate dedicate). Ecco, la nostra città dovrebbe far leva su ciò ed intercettare questi turisti, facendoli rimanere qua qualche giorno, offrendo loro servizi all’altezza, nonché momenti aggregativi e di divertimento in modo tale da non rimpiangere gli stessi della Croazia. Giocandosi bene queste carte, credo che il numero di turisti possa salire di gran numero nei prossimi anni, per la soddisfazione di tutti. In città  ci sono moltissimi luoghi dove poter organizzare party di qualità e partecipati, vedi il Molo 4, la Stazione Marittima, il Salone degli Incanti e dulcis in fundo il Porto Vecchio, vero potenziale volano dell’economia del prossimo futuro in città, sia dal punto di vista ludico-turistico che anche dell’impatto sul futuro occupazione e del rilancio della città; un’opportunità da cogliere al volo, unica ed irripetibile».

«Non c’è molto coraggio – prosegue – oltre alla mancanza di spazio adeguato per portare in città ospiti di livello internazionale. In questo va fatto un sincero plauso a alla Help che rischia continuamente portando ospiti di fama internazionale nel capoluogo giuliano. Un unicum da apprezzare».

«Siamo in periodo di campagna elettorale e Simon ha le idee chiare circa le idee per i giovani che dovrebbero essere fatte proprie dai diversi candidati sindaco: «ci vogliono maggior numero di luoghi di aggregazione giovanile in città; va valorizzato il talento dei giovani e va data maggiormente voce ai ragazzi, troppo spesso messi da parte nei processi decisionali, specie quelli che li riguardano in prima persona. Il Parco di Miramare andrebbe maggiormente valorizzato rispetto all’attuale stato-shock in cui si trova. Per riportarlo ai vecchi fasti un’idea sarebbe quella di organizzare eventi e feste all’interno del Parco, per farlo conoscere ed apprezzare anche da parte di quel pubblico che ne sa poco o nulla sullo stesso. Questo permetterebbe al Parco di avere tanta pubblicità gratuita, di venire ulteriormente apprezzato e maggiormente frequentato. Una chicca insomma da valorizzare al massimo in tutte le sue forme».

«In Porto Vecchio - conclude Simon – andrebbe realizzato un locale “open-air” che organizzi eventi, feste ogni giorno. Attorno al palco e all’eventuale pista da ballo potrebbero essere posizionati spazi e chioschi di realtà triestine, principalmente rotanti nel mondo della ristorazione e del divertimento, che potrebbero offrire i loro servizi ai presenti. In tal modo la struttura potrebbe generare un’importante indotto cittadino a favore dell’economia triestina».

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