"Al Savoia lavoro sottopagato e mancati pagamenti", il sindacato punta il dito contro Starhotels

"Siamo già in contatto con la Questura di Trieste per un presidio sotto al Savoia"

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota stampa dell'UBS, che in merito alla faccenda ha proclamato lo stato di agitazione

Ormai da mesi la nostra organizzazione sindacale si sta confrontando con IHT, azienda che opera nel settore alberghiero e Starhotels, committente e proprietaria dell’hotel Savoia. Una situazione veramente al limite della decenza che oggi ci vede costretti ad aprire lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori di IHT presso l’hotel Savoia. (Come inizia la vicenda?) A febbraio 2020 ci contatta una ex lavoratrice di IHT che aspetta soldi dall’azienda da mesi. Poi a cascata arrivano altre ex lavoratrici (ad oggi sono 11 persone) ed inizia la trattativa che porta ai primi pagamenti rateali ad aprile. La cosa sembra avviata... A maggio scopriamo che l’azienda paga le nostre tutelate non pagando le donne in maternità: 7 lavoratrici per 4 mesi senza reddito ! Segnaliamo la situazione all’azienda, questa di fatto interrompe i pagamenti delle ex lavoratrici e nemmeno riprende i pagamenti delle donne in maternità. Starhotels (hotel Savoia) a cui avevamo segnalato più volte la “anomalia” fa orecchie da mercante. La situazione si sblocca quando inviamo comunicazione alla Questura di Trieste per un presidio di protesta sotto l’hotel Savoia in data 6 luglio e finalmente si materializza quello che chiedevamo da mesi: “pignoramento” delle fatture presso il committente (hotel Savoia) e pagamento diretto di tutte le lavoratrici, in forza ed ex.

(Ma se va tutto bene perché lo stato di agitazione?)

Sono due mesi che IHT fa azioni unilaterali e accampa scuse per pagare di meno o con forte ritardo. Inoltre hanno lasciato tutte le lavoratrici senza assegni familiari, maternità, congedi parentali, malattia senza dire nulla e senza peraltro attivare il pagamento diretto con l’INPS. Solo dopo numerose insistenze sembra, dico sembra, si siano attivati.

E come se non bastasse, viste le voci che si rincorrono sul cambio di appalto a gennaio 2021 abbiamo chiesto a Starhotels un incontro per chiarire l’eventuale passaggio a nuova azienda a tutela delle lavoratrici tutte. Ma Starhotels fa quello che le riesce meglio: orecchie da mercante.

(Ma magari è un’azienda entrata in crisi col COVID, perché non fare azioni di contenimento della crisi invece che accanirvisi?)

La crisi di protrae da almeno 3 anni con il fallimento di Expo Srl, la “dismissione” di Optima Srl e oggi abbiamo 3 aziende IHT SRLS a divisione territoriale. In 3 anni Starhotels era ovviamente informata ma si è sempre girata dall’altra parte. Ma più in generale, il problema è il settore turismo, il settore alberghiero e il mondo degli appalti in generale. Appalti sempre più al ribasso che poi si scaricano sui lavoratori, con lavoro a “numero di stanze da fare” e straordinari non pagati. E’ la nuova frontiera del caporalato, con una stanza che magari vale centinaia di euro a notte contro la mezz’ora a stanza per le pulizie che per la lavoratrice vale 4€ lordi.

(Oltre allo stato di agitazione cosa bolle in pentola?)

Siamo già in contatto con la Questura di Trieste per un presidio sotto al Savoia. Le lavoratrici, in pieno rispetto di norme anti-COVID e ordine pubblico, vogliono però manifestare liberamente il loro disappunto per una situazione che non è degna di un paese civile.

(Parla sempre di lavoratrici, ma ci sono anche lavoratori su questo appalto?)

Si, ma alle assemblee sono venute solo le donne. Sono le più combattive, indipendentemente dal paese di provenienza, manifestano chiaramente la loro solidarietà tra lavoratrici, tra donne, tra mamme. Quello che lascia l’amaro in bocca è che anche le due interlocutrici di IHT e Starhotels sono donne, evidentemente molto meno sensibili a questi temi, in particolare alla maternità.

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