Skate park a Barcola, l'idea di 15 giovani per salvare un giardino

Si tratta del giardino Skabar, tra piazzale 11 Settembre e la sede dei canottieri Nettuno. La proposta, che prevede l'installazione di un percorso "pump track", è sostenuta dalla III circoscrizione. Il vicepresidente: "Il giardino è deserto e in città non ci sono spazi dedicati agli adolescenti"

Foto e gallery di Giovanni Aiello

Un giardino a pochi passi dal mare con alberi e panchine, servito da mezzi pubblici e da un bar gestito da giovani, appena ristrutturato. Eppure, a quanto dicono i residenti, quasi sempre vuoto e frequentato per lo più dai senzatetto. Per questo i ragazzi del quartiere, sostenuti dalla III circoscrizione, avanzano una proposta per “rinfrescare” l'area con un cambio d'identità: trasformarlo in uno skate park. Parliamo del giardino Skabar, che si colloca tra piazzale 11 Settembre e via Almerigo Grilz, di fronte al capolinea della linea 6.

Adolescenti a Trieste

Di sicuro a Trieste non sono in molti a frequentare il giardino Skabar, forse in molti non ne conoscono neanche il nome, che ha già una curiosa assonanza con “skate park”. Un piccolo parco che probabilmente vive “all'ombra” della più popolare e attrezzata pineta di Barcola, ma l'idea è quella di inserire una specificità che a Trieste manca: “Purtroppo in città non ci sono molti spazi dedicati alla fascia d'età tra i 12 e i 18 anni – sostengono il vicepresidente della III circoscrizione Walter Gasperi – gli skate park di San Giacomo e Altura sono fuori mano e spesso inutilizzati". "Ci lamentiamo del fatto che i ragazzi usano troppo i cellulari - gli fa eco la presidente Laura Lisi -, ma la situazione migliorerebbe se dessimo loro spazi all'aria aperta in cui esercitare un'attività che li appassiona”.

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La proposta

Sono una quindicina i giovani, residenti in zona, da cui è partita l'idea un paio di anni fa. Idea che è poi spuntata in sordina anche nell'ultima riunione di circoscrizione. Questi ragazzi, la cui età media è di 15 anni, hanno tutti bici attrezzate con particolari ammortizzatori e dopo la scuola vengono al parco per ritrovarsi e scambiare quattro chiacchiere tra un trick e un'impennata. Tuttavia possono fare ben poco senza le strutture adeguate: “Ora il parco è un ricettacolo di senzatetto – spiega Gasperi – e sarebbe molto più frequentato se ci fosse una vera pista da “pump track” (utilizzabile anche da skate e monopattini), un percorso attrezzato con curve paraboliche e gobbe, che non impedirebbe il transito ai passanti e ai mezzi di soccorso e che può essere allestito con moduli prefabbricati in materiali sicuri e a costi irrisori, anche da 500 euro al metro lineare. Siamo contenti che il Comune investa in campi da calcio, ma esistono molte altre discipline in voga tra i giovanissimi, ci basti guardare la vicina Slovenia che brulica di skate park”.

Non un cambio d'identità

Più che un cambio di identità si tratterebbe di un'integrazione armonica all'esistente: “Non è necessario rompere nulla – assicura il vicepresidente - e la vegetazione rimarrebbe intatta. La mattina sarebbe uno spazio dedicato a nonni e bambini, di pomeriggio dopo la scuola accoglierebbe gli adolescenti. Sarebbero al sicuro perché c'è la caserma dei Carabinieri poco distante e il bar sul lato opposto”.

La risposta del Comune

Intanto l'assessore ai lavori pubblici Elisa Lodi, raggiunta al telefono, si dimostra possibilista: "Valuteremo la proposta dei ragazzi sentendo anche il parere della circoscrizione e del comitato di quartiere, previo parere anche da un punto di vista tecnico da parte degli uffici". Nel lungo termine, come assicurato più volte anche dall'assessore all'urbanistica Polli, la vicina zona del terrapieno di Barcola sarà destinata interamente a uso ludico – sportivo, quindi nei piani del Comune esiste la volontà di riqualificare la zona, e Gasperi già osa pensare a “un'area skate park ancora più attrezzata, e vista la crescente popolarità di Trieste niente ci impedirebbe di chiamare i campionati della Redbull. Infine, eliminando i parcheggi sul lato mare di Barcola e creando una pista ciclabile collegata alla Costiera, tutta l'area diventerebbe di altissimo richiamo e sarebbe in parte sgravata dal traffico”.

Responsabilizzare i ragazzi

Tornando al breve termine e all'orizzonte visibile, nel parco esiste anche una casetta in legno, al momento non utilizzata. L'idea sarebbe quella di darla in gestione ai ragazzi per parcheggiare le bici: “Non è vero che sono irresponsabili, se si dà loro fiducia non deludono. Però servono luoghi in cui possano esprimersi, sappiamo tutti quanto la noia possa essere pericolosa a questa età”.

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