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Domenica, 14 Agosto 2022
Pubblica amministrazione

Via libera allo smart working per i dipendenti pubblici della Regione

Il Consiglio delle Autonomie locali approva all'unanimità la proposta della Regione. Alla base l'accordo raggiunto l'11 maggio con i sindacati

Via libera all'unanimità sulla pre-intesa in merito all'accordo sul lavoro agile e altre forme di lavoro a distanza che riguarda il personale non dirigente del comparto unico del Friuli Venezia Giulia. Strutturato in otto articoli, suddivisi in due capi; completa il testo della pre-intesa una dichiarazione congiunta della parte datoriale e delle organizzazioni sindacali Cgil Fp, Cisl Fp, Cisal enti locali Fvg, Uil Fpl e Ugl autonomie, che hanno raggiunto l'accordo l'11 maggio.

Come funziona

La pre-intesa specifica che le attività da svolgere in modalità agile sono individuate dall'Amministrazione, previo confronto con le organizzazioni sindacali, e definisce i criteri di priorità per l'accesso al lavoro agile, con l'obiettivo di conciliare le esigenze di benessere dei lavoratori con il miglioramento dei servizi pubblici e con le specifiche necessità tecniche delle attività. Come ha riferito l'assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, l'accordo si applica al personale, escluso quello dell'area contrattuale della dirigenza, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato o determinato delle amministrazioni ed enti facenti parte del comparto ed è un contratto di primo livello a cui deve seguire, come indicato nell'articolo 5, l'accordo individuale fra la parte datoriale e il dipendente. L'assessore ha ricordato come il contratto di primo livello in vigore non contempli il lavoro agile che, invece, viene introdotto con questo accordo stralcio.

Modalità

Il Capo II tratta invece del lavoro da remoto realizzabile con l'ausilio di dispositivi tecnologici, messi a disposizione dall'Amministrazione e può essere svolto nelle forme di telelavoro domiciliare, che comporta la prestazione dell'attività lavorativa dal domicilio del dipendente o attraverso altre forme di lavoro a distanza, come il coworking o il lavoro decentrato da centri satellite.

Le motivazioni

La pre-intesa riflette la consapevolezza delle parti che il lavoro agile non può più essere relegato ai margini delle realtà produttive, proprio per la spinta decisiva che ha dato all'organizzazione del lavoro pubblico, per obiettivi e risultati raggiunti, e nell'ottica della responsabilizzazione del lavoratore. Recepisce inoltre il mandato del governo e delle confederazioni sindacali (Patto per il lavoro pubblico e la coesione sociale del 10 marzo) di fornire una disciplina in via ordinaria del lavoro agile, che non può continuare a svolgersi secondo le modalità dettate dalle esigenze dell'emergenza sanitaria.

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