Cronaca

Soccimarro chiede a Pahor di rimuovere le scritte "Tito": "Nessun fuori programma"

L'assessore regionale di Fratelli d'Italia: "Il mio intervento scritto e di saluto del presidente Fedriga, che sostituivo in quando era fuori Trieste, va letto come un doveroso saluto istituzionale ad un Capo di Stato. Spiace constatare che sia stato decontestualizzato".

Foto tratta dalla Pagina Facebook di Fabio Scoccimarro

Dopo un anno dalla stretta di mano tra il presidente sloveno Pahor e Mattarella, continuano a riemergere i fantasmi della storia. Nel corso della visita del Capo dello Stato sloveno a Trieste, l'Assessore Scoccimarro ha infatti chiesto la rimozione delle scritte "Tito" dai monti Cocusso e Sabotino. Un intervento che, come chiarito dallo stesso Assessore in un post Facebook, non sarebbe stato un "fuori programma", ma ampiamente previsto. "Nessun intervento “fuori protocollo”, dopo 23 anni di amministratore pubblico non farei scivoloni di questo tipo" ha precisato, spiegando che per l'occasione non era previsto nessun cerimoniale se non la consegna da parte del Comune dei "Tre sigilli di Trieste" e di una targa raffigurante gli “Stemmi delle ex Province” da parte della Regione. "Il “padrone di casa” cioè il sindaco mi ha dato la parola quale rappresentate della Giunta del Friuli Venezia Giulia, quindi nessuno strappo a cerimoniali inesistenti e non concordati, tantomeno maleducazione o discorsi irrituali".

"Un doveroso saluto istituzionale"

"Il mio intervento scritto e di saluto del presidente Fedriga, che sostituivo in quando era fuori Trieste, va letto come un doveroso saluto istituzionale ad un Capo di Stato - continua il post - . Spiace constatare che sia stato decontestualizzato, infatti avevo espresso il mio sincero riconoscimento per l’importante gesto di grande valore quale stringere la mano a Mattarella davanti alla Foiba di Basovizza, lo chiedevamo da anni e dimostra la volontà di rispettare la storia e porre le fondamenta di un futuro di rispetto tra i nostri popoli". Un gesto che, come evidenziato dall'Assessore regionale, "non è stato gradito da tutta la popolazione slovena, tanto che risulta abbia ricevuto minacce di morte"

Rimuovere le scritte "Tito"

Scoccimarro ha quindi specificato di aver espresso i suoi complimenti "per quanto fatto dal governo sloveno e dalla commissione speciale al fine di far emergere i crimini, perpetrati, quasi tutti a guerra finita, dai comunisti di Tito con la scoperta, in questi mesi, di oltre 700 tra fosse comuni, grotte, foibe, miniere con decine di migliaia di povere vittime, uomini donne, vecchi e bambini, preti e suore rei di non essere allineati con il pensiero della dittatura comunista. Assassinati con le loro famiglie". "Parte di queste povere vittime erano italiane ma molti di più erano sloveni, croati e serbi e di altre nazionalità - specifica - , per cui, con lo stesso spirito di andare oltre gli odi e le divisioni del “secolo breve” auspico la rimozione delle scritte di pietre “Tito” dai monti Cocusso sul Carso al confine di Lipizza e sul Sabotino a Gorizia".

La proposta

"L’idea che ho proposto è quella di modificare l’ammasso di pietre che ora formano la scritta del maresciallo “Tito” (spero che prima o poi il Parlamento modifichi la legge e revochi la massima onorificenza concessa dallo Stato Italiano) con una Croce Cristiana che unisca i nostri popoli con un simbolo d’amore universale e ricordi tutte le vittime, invece di alimentare come avviene ancora oggi, antichi rancori".

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