Escursionisti triestini rintracciati dal Soccorso alpino: lo spavento dei familiari

La ricerca è stata attivata da un familiare, preoccupato di non riuscire a contattare la figlia al telefono da sette ore. I due sono stati trovati dai soccorritori mentre rientravano incolumi

Foto di repertorio

Spavento per i familiari di due escursionisti triestini, che sono rientrati tardi dalla loro passeggiata nella val Cimoliana e non erano raggiungibili al telefono. La stazione Valcellina del Soccorso Alpino e Speleologico è stata attivata assieme ai Vigili del Fuoco poco prima delle 19 su chiamata della Sores per l'allerta di mancato rientro. La ricerca è stata attivata da un familiare, preoccupato di non riuscire a contattare la figlia al telefono da sette ore. La ragazza, A. C. del 1992 di Trieste, era andata in escursione in Val Montanaia assieme al fidanzato, A. S. Del 1988 anche lui di Trieste.

I soccorritori hanno intanto tranquillizzato i familiari informandoli che la zona ha scarsa o nulla copertura telefonica e che la Val Cimoliana è  ancora chiusa al traffico automobilistico. Questo secondo aspetto comporta 15 chilometri in più da fare a piedi lungo la stessa valle, normalmente percorribili in auto, a cui sono da aggiungere i tempi dell'escursione. Alcuni tecnici - quattro degli otto attivati - sono partiti in Jeep per risalire la valle e dopo pochi chilometri, alle 20 in punto, hanno infatti incontrato i due giovani che scendevano incolumi.

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