Mercoledì, 17 Luglio 2024
Caso internazionale

Soldato ceceno ricercato in Russia, la Francia lo ‘riabilita’: era stato liberato dal Tribunale di Trieste

Il Cremlino lo accusa di terrorismo ma l’estradizione in Russia è stata negata in otto paesi europei. La Francia gli aveva concesso lo status di rifugiato nel 2012 per poi revocarlo nel 2021 per il presunto uso di mine anti uomo. Ora il consiglio di Stato annulla la decisione

Era ricercato dal Cremlino per “crimini di guerra e terrorismo”, ma l’estradizione in Russia era stata negata in ben otto paesi europei, tra cui Francia, Austria, Germania e anche l’Italia. Nella fattispecie, il Tribunale di Trieste aveva respinto la richiesta di estradizione nel 2014, dopo otto mesi di detenzione nel carcere di Tolmezzo. Il soldato russo ceceno Adam Bersanov era stato condannato dalla Federazione Russa per i presunti reatidi omicidio e banda armata, che sarebbero stati commessi dal 2000 al 2005, nell’ambito della seconda guerra cecena. I

n quel frangente Bersanov combatteva nelle fila dei separatisti ceceni contro l’esercito russo che cercava di riottenere i territori guadagnati dagli indipendentisti durante la prima guerra. Anche se in Russia era ricercato come terrorista, otto paesi europei lo avevano rilasciato, negando l’estradizione dopo un periodo di detenzione in via cautelativa (previsto dalla procedura in questi casi).

Bersanov aveva infatti ottenuto lo status di rifugiato in Francia nel 2012, ma due anni fa il Corte nazionale per il diritto d’asilo (Cnda) ha revocato lo status su richiesta dell’Opfra  (ente francese che esamina le richieste d’asilo), che lo accusava di aver violato i diritti umani durante il conflitto per il presunto uso di mine anti uomo. Lo scorso 27 settembre, tuttavia, il Consiglio di Stato francese ha annullato la decisione del Cnda, e l’Opfra dovrà corrispondere a Bersanov un risarcimento di 1500 euro. Il Consiglio di Stato ha dichiarato nella sentenza che il Cnda ha “commesso un errore di diritto”, e ora dovrà nuovamente pronunciarsi sul caso.

“Non avrei mai e poi mai usato mine anti uomo sul territorio del mio paese – ha dichiarato Bersanov – avrei rischiato di ferire i miei cittadini,  anche a distanza di tempo, ceceni per la cui libertà ho combattuto a prezzo di torture e rischiando più volte la vita”.

L'avvocato Giovanna Augusta de Manzano del Foro di Trieste ha co-patrocinato il caso in Francia fino alla CNDA, per poi lasciare il posto all' avvocato Helene Farge di Parigi, cassazionista. In Francia gli avvocati abilitati a patrocinare innanzi alle giurisdizioni superiori sono solo circa cento. "Sono onorata di essere entrata in contatto con questa realtà di rifugiati/ combattenti - ha dichiarato De'Manzano -. Nell' anno 2017 ho ospitato agli arresti domiciliari un altro rifugiato ceceno, amico del Sig. Bersanov, parimenti  nemico del Cremlino e per questo motivo qualificato come "terrorista".

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