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Solidarietà di Trieste alla Francia: dall'incontro odierno testimonianza per democrazia e tolleranza

il sindaco Cosolini ha ringraziato la città per la forte adesione data all'iniziativa promossa dal Comune. Serracchiani «Credo che oggi da parte dell'Europa siano necessarie azioni forti, molto più forti di quanto messe in campo sinora»

La solidarietà della città di Trieste alla Francia, colpita dal tragico attentato di di Parigi al giornale "Charlie Hebdo", è stata espressa a più voci oggi (venerdì  9 gennaio) nel corso di un pubblico incontro, svoltosi nella sala del Consiglio comunale, alla quale sono intervenuti autorità locali, rappresentanti delle istituzioni, molti cittadini francesi (sui circa 300 residenti nella nostra città) e anche rappresentanti della comunità islamica. In  questo modo Trieste ha espresso il suo dolore verso il popolo francese, così duramente colpito, offrendo una sentita testimonianza a favore della democrazia, della tolleranza e della libertà di stampa.

«La tragedia di Parigi -ha detto in apertura il presidente del Consiglio comunale Iztok Furlanic- colpisce tutti noi», mentre il sindaco Roberto Cosolini ha ringraziato la città per la forte adesione data all'iniziativa promossa dal Comune, con l'adesione dell'Ordine dei Giornalisti  e dell'Assostampa FVG, e che ha visto, oltre ad una numerosa e qualificata presenza in aula, anche i messaggi dell'Università degli Studi  e di tutti i Teatri cittadini. «E' stato un attacco violento al cuore dell'Europa e al mondo dell'informazione» -ha evidenziato il primo cittadino - al quale «si risponde con fierezza e solidarietà internazionale, per difendere quei valori di libertà, democrazia e tolleranza». «Non è una guerra tra occidente e islam e neppure tra religioni” -ha concluso il sindaco-  e per questo  «dobbiamo portare quante più persone ci è possibile dalla parte della civiltà, della democrazia e della libertà”. Un invito ad evitare le strumentalizzazioni è venuto quindi anche dalla presidente della giunta regionale del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani che ha partecipato anch'essa all'incontro, dopo aver già scritto una lettera di solidarietà e vicinanza all'ambasciatore francese. «Non possiamo accettare -ha detto tra l'altro Serracchiani- che questo diventi una guerra aperta tra popoli e religioni».

Ringraziando per quanto fatto dalla città di Trieste, il console onorario di Francia in città, Christina Chiaruttini Leggeri, ha da parte sua messo in luce la necessità di “ripartire dal rispetto per avere un futuro migliore”, sottolineando la bontà di iniziative come queste che “ci fanno capire che non siamo soli”. “Questi -ha aggiunto il presidente dell'Ordine del Friuli Venezia Giulia Cristiano Degano- sono momenti in cui tutti ci sentiamo chiamati in causa. La migliore risposta, soprattutto per noi giornalisti, deve venire da un maggiore impegno, dall'onestà intellettuale e da valori come la libertà dell'informazione, che sta alla base della nostra democrazia”. «Ieri eravamo in piazza Farnese -ha detto a sua volta il presidente di Assostampa FVG Carlo Muscatello e oggi siamo qui per ribadire la libertà d'informazione e anche di critica e di satira». Ma - ha puntualizzato Muscatello - «della libertà d'informazione ci si deve ricordare non solo in questi momenti, ma anche nella vita di tutti i giorni e sempre», evidenziando così che il Parlamento sta per approvare una legge sulla diffamazione che diventa un “bavaglio” e ancora la scarsa sensibilità delle istituzioni, la riduzione degli organici che porta ad una diminuzione della qualità e dell'offerta informativa.

Le ultime sottolineature sono state del vicesindaco Fabiana Martini, che ha parlato di «attentato all'umanità, al diritto di esistere e di essere diverso dall'altro, di attacco al fondamento della nostra esistenza». Bisogna “pensare alla crudeltà di cui l'essere umano e capace, un male da cui nessuno di noi può sentirsi immune - ha concluso il vicesindaco Martini- “per impegnarsi 

«Cordoglio, solidarietà e forte condanna» per l'ignobile attentato di Parigi sono stati ribaditi nuovamente oggi a Trieste dalla presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, intervenuta a nome della Regione all'incontro voluto dalla locale amministrazione municipale per testimoniare alla comunità francese residente nel capoluogo (circa 300 persone) la vicinanza delle istituzioni.

«Quanto accaduto non può e non deve essere assolutamente giustificato, nulla ci può allontanare dai valori universali propri della Francia e patrimonio dell'intera Europa», ha affermato Serracchiani.

«L'attacco alla libertà di espressione è e resta un segno di inciviltà che deve essere fermamente condannato, 'senza se e senza ma'», ma allo stesso tempo, «diciamo però con forza e determinazione che non possiamo non rimanere lucidi in un momento così difficile e complicato. Non possiamo mescolare l'Islam al terrorismo, non possiamo accettare di essere trascinati in una guerra di religione che non può 'appartenere' a chi crede che le religioni uniscano i popoli».

«Credo comunque che oggi da parte dell'Europa siano necessarie azioni forti, molto più forti di quanto messe in campo sinora. Ma a chi, come ieri, ha invocato il ripristino della pena di morte rispondo che questo è inaccettabile!, in Italia, in Francia in Europa. Inaccettabile che questa sia la nostra risposta all'intolleranza. Inaccettabile che 'alzare dei muri' sia la nostra risposta a chi per ignoranza, inciviltà, incapacità di reggere i profondi cambiamenti della nostra società pensi di poter aprire una guerra, che non vogliamo, che non accettiamo, che condanniamo in tutte le sue forme».

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