Operai "in nero" e norme anti Covid violate: sospeso cantiere a Muggia

Dall'ispezione della Polizia e dell'Ispettorato del Lavoro è emerso che il cantiere lavorava in palese violazione delle norme imposte dalla legge 81/2008 sulle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro. Alla vista degli agenti un operaio si è precipitato ad avvertire il datore di lavoro

Irregolarità nelle norme di sicurezza e operai impiegati "in nero", motivi per i quali un cantiere edile situato a Muggia è stato  sospeso dall'attività dopo un'ispezione della Polizia. È successo nella giornata di mercoledì 13 maggio: gli uomini del Commissariato di Polizia di Muggia insieme all’Ispettorato del Lavoro di Trieste hanno effettuato un’ispezione presso il cantiere in salita Ubaldini, riscontrando numerose irregolarità. L’ispezione è scattata dopo una specifica e scrupolosa attività di indagine compiuta nelle settimane precedenti dalla Squadra Investigativa del Commissariato di Muggia. In tale fase gli investigatori del Commissariato hanno effettuato numerosi controlli e verifiche sul territorio, anche al fine di individuare comportamenti in contrasto alle vigenti misure straordinarie correlate all’esigenza di contenimento del virus Covid-19.

L'ispezione

Giunti sul posto gli uomini del Commissariato di Muggia, coordinati dal Vice Questore Vecchiet e gli Ispettori del Lavoro della sede di Trieste, hanno riscontrato la presenza in cantiere di un gruppo di lavoratori, tutti stranieri di etnia kosovara, i quali venivano impiegati loro malgrado in palese violazione delle norme imposte dalla legge 81/2008 sulle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro. Poiché gli adempimenti correlati al rispetto di predette normative sono attribuiti al datore di lavoro, sono stati convocati sul posto i titolari e i responsabili delle ditte presenti in cantiere, anche per sottoporne a successivo vaglio la documentazione, come previsto dalla normativa vigente. Mentre le forze dell'ordine accedevano al cantiere, alla vista del personale in uniforme, uno degli operai si è precipitato ad avvisare gli altri lavoratori e il datore di lavoro dell’arrivo dell’inaspettata (ed evidentemente poco gradita) “visita”.

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Oltre alle violazioni di rilevanza penale riscontrate negli ambiti di salute e sicurezza, è al vaglio la posizione di alcuni lavoratori impiegati “in nero”, e quindi in assenza di tutte le garanzie previdenziali e assicurative. Tali lavoratori sarebbero stati dunque esposti a seri e concreti rischi. Gli aspetti di rilevanza penale sono stati quindi segnalati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste e sono state elevate sanzioni per migliaia di euro alle ditte edili coinvolte. A seguito della sospensione, l’attività del cantiere potrà riprendere solamente nel momento in cui le due ditte proveranno, esibendo la documentazione prescritta, di aver regolarizzato le loro posizioni e di aver provveduto a saldare le sanzioni elevate.

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