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Spaccio di droga e possesso d'armi: 9 arresti della Polizia

Conclusa l'operazione "Quadrifoglio 2015": la banda si approvvigionava dalla Spagna e/o dalla Slovenia di ingenti quantitativi di cocaina e marijuana, nonché di armi

A conclusione dell'operazione "Quadrifoglio 2015", durata oltre un anno, il personale della Squadra Mobile di Trieste e del Commissariato di Muggia, nelle prime ore di giovedì 2 febbraio hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari, emessa dal gip di Trieste su richiesta dei pm titolari del fascicolo nove persone indagate, a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e di detenzione a fini di spaccio di marijuana e cocaina, ma anche detenzione e trasporto illegale di più armi comuni da sparo

CARCERE - In carcere sono finiti Jonathan Andres Cabezas Suarez, nato a Buenaventura (Colombia) il 16 gennaio 1988, nullafacente, pregiudicato per reati in materia di stupefacenti ed altro; Karen Maria Baez Lantigua, nata a Santiago (rep. Dominicana) il 25 novembre 1990, pregiudicata per reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti; Carmen Maria Lantigua Burdiez, nata in Rep. Dominicana il 25 maggio 1968, nullafacente, incensurata; Liliana Cabezas Bazan, nata in Colombia il 2 settembre 1971, con precedenti di polizia in materia di stupefacenti; Roberto Indelicato, nato a Trieste il 28 maggio 1955, tassista, con precedenti di polizia per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di stupefacenti; Eliana Clarot, nata a Trieste il 21 gennaio 1957, casalinga, pregiudicata per reati contro il patrimonio. 

DOMICILIARI - Arresti domiciliari invece per altre tre persone: Devid Lombardi, nato a Trieste il 12 gennaio 1986, nullafacente, pregiudicato per reati in materia di stupefacenti; Fabrizio Steiner, nato a Trieste il 18 luglio 1978, nullafacente, pregiudicato per reati in materia di stupefacenti e contro il patrimonio; Luigi Cordella, nato a Trieste il 15 marzo 1941, pregiudicato per reati in materia di prostituzione,

INDAGINI - Dagli investigatori è stata accertata l’esistenza di un sodalizio criminale radicato e operante a Trieste, con collegamenti con la Spagna e la Colombia, a capo del quale è emersa la figura dell’indagato Jonathan Andres Cabezas Suarez, il quale, con la collaborazione dalla compagna Karen Maria Baez Lantigua che lo sostituiva in caso di assenza e manteneva i rapporti con gli altri associati, si è occupato dell’approvvigionamento dalla Spagna e/o dalla Slovenia di ingenti quantitativi di cocaina e marijuana, nonché di armi, destinati al mercato locale e spacciati da soggetti di fiducia Luis Alfredo Alava Panchano, aiutato da Leonardo Heyman Suarez Lizalda e Carlos Augusto Renteira Garcia (tutti sottoposti a fermo lo scorso 19 genaio 2017).

Carmen Maria Lantigua Burdiez, madre di Karen Maria Baez Lantigua, ha svolto le mansioni di collaboratrice della figlia e sua sostituta in caso di assenza, anche accompagnandola agli incontri con i corrieri dai quali ritirava la droga e nei viaggi in Spagna per consegnare al "boss" Jonathan Andres Cabezas Suarez il denaro da investire in nuovi acquisti illeciti. Inoltre, veniva incaricata di effettuare attività di controllo nei pressi dei centri di spaccio per assicurarsi che non vi fossero agenti in borghese o macchine civetta a sorvegliare la zona.

Liliana Cabezas Bazan, madre del capo Suarez, consapevole del ruolo del figlio e dell’esistenza dell’associazione, gli ha consegnato personalmente, in momenti diversi, 22 mila euro per acquistare lo stupefacente, oltre a fornirgli numerose schede telefoniche attivate a nome di cittadini stranieri inesistenti o ignari.

Luigi Cordella, detto il veterano, ha svolto mansioni di autista di Baez Lantigua; è stato incaricato del trasporto ad Alava dei quantitativi di droga via via necessari allo spaccio, al ritiro degli incassi ed alla consegna degli stessi a Baez Lantigua, incaricata della custodia di parte del denaro.

Roberto Indelicato, detto Roby, di professione tassista, in alcuni casi aiutato dalla moglie Eliana Clarot (arrestati il 14 gennaio 2017), ha svolto – in sostituzione o in alternativa a Cordella – il ruolo di autista di Cabezas Suarez e della moglie Baez Lantigua negli spostamenti più importanti e delicati, anche finalizzati al rifornimento di droga e altro. Dopo la partenza per la Spagna del capo dell'organizzazione e della compagna, il 31 dicembre 16, ha ricevuto in consegna 100 grammi di cocaina suddivisa in confezioni, con l’incarico di trasportarle a Luis Alfredo Alava Panchano per la vendita, ritirando il denaro incassato dallo spaccio. Infine il 13 gennaio si è recato a Vicenza a ritirare lo stupefacente fatto spedire in Italia da Suarez (circa 7 chili di marijuana e più di 700 grammi di cocaina) e le armi (4 fucili) trasportando il tutto nel suo garage, per poi andare all’aeroporto di Treviso a prendere la coppia di ritorno dalla Spagna per condurli al garage al fine di consegnare loro il "pacco".

Davide Lombardi e Fabrizio Steiner sono stati clienti abituali di Alava Panchano, acquistando stupefacente da rivendere a terzi, facendo conto sulla costante disponibilità di droga del sodalizio per soddisfare le esigenze della propria clientela

LA DROGA - La droga giungeva in Italia con “Consegne A Domicilio”: a Trieste era stata predisposta una rete di spaccio, i cui componenti svolgevano compiti ben determinati che andavano dal reperire le basi logistiche, alla conservazione della droga, fino allo spaccio al minuto, garantendo al gruppo un introito di circa 60.000 euro al mese. Nell’ambito dell’attività e a riscontro delle indagini, oltre agli arresti ed ai fermi operati in momenti diversi, e in particolare il 14 e 19 gennaio 2017, lo scorso 27 dicembre 2016 sono stati sequestrati una pistola calibro 9 e relativo munizionamento, 2.2 kg di cocaina e circa 1.4 kg. di marijuana tenuti in casa da un’anziana e inconsapevole signora.

Sono stati infine innumerevoli i sequestri operati agli acquirenti di droga, che hanno consentito di ricostruire l’intera rete di spaccio e meglio definire l’intera struttura associativa, per cui, nelle diverse fasi dell’operazione, sono stati complessivamente sequestrati, oltre 3 chili di cocaina e più di 8 chili di marijuana.

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