Traffico di cocaina tra il Sudamerica e Friuli scoperto dalla Guardia di Finanza

La droga era importata in regione mediante spedizioni ed era indirizzata a persone inesistenti o inconsapevoli: 11 persone finiscono nei guai

foto di repertorio

Un traffico di droga, organizzato in modo articolato e complesso, è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Udine e ha portato alla denuncia di 11 soggetti (cinque italiani, cinque sudamericani e un africano) di cui 6 destinatari di ordinanza di provvedimenti restrittivi o arrestati in flagranza.

Le Fiamme Gialle udinesi, dopo le indagini delegate della Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste sono riuscite a risalire ad un'organizzazione criminale composta da cittadini italiani e sudamericani dedita all’importazione e commercializzazione di cocain nella provincia friulana.

Nell’operazione, che ha costantemente palesato aspetti di internazionalità, vi è stato un continuo ausilio della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e del Comando Generale di Roma.

IL MECCANISMO La sostanza stupefacente veniva acquistata a Conception de la Vega, nella Repubblica Domenicana, dove i soggetti friulani individuati avevano conoscenze consolidate con due trafficanti che avevano assunto un ruolo preminente a livello transnazionale nella cessione in Europa di cocaina: la droga era poi importata clandestinamente in Friuli facendo ricorso a note società di corrieri occultandola all’interno di pacchi contenenti carichi di copertura di varie merci, quali fotocamere, computer e souvenir, ove la cocaina veniva anche sciolta in acqua, per poi, con un procedimento chimico inverso ritornare allo stato originario.

Al fine di eludere eventuali responsabilità in caso di controlli, queste “spedizioni” erano dichiarate agli spedizionieri come indirizzate a persone aventi generalità inesistenti, oppure a persone reali risultate tuttavia inconsapevoli di essere destinatari di cocaina nonché con strumentali indirizzi di recapito di “comodo”.

L'INDAGINE Solo grazie a particolari approfondimenti investigativi i finanzieri udinesi hanno potuto ricostruire un articolato modus-operandi con i quali i membri dell’organizzazione riuscivano poi a “ritirare” i pacchi contenenti la cocaina.
Decisiva per ricostruire le attività e i componenti dell’organizzazione criminale sono state, in aggiunta alle indagini tecniche, il ricorso ad accertamenti in alcuni noti social network utilizzati dai membri dell’organizzazione per comunicare tra loro o riscontri su IP utilizzati per comunicazioni in internet.

Fondamentale, inoltre, l’esecuzione di indagini bancarie con le quali sono stati ricostruite anche le modalità di pagamento della sostanza stupefacente nella repubblica Domenicana che avvenivano mediante il ricorso a money transfer le cui operazioni venivano sempre effettuate con nominativi fittizi; circostanza che ha comportato la denuncia del
responsabile di un agenzia di money transfer di Udine per reati previsti dalla normativa antiriciclaggio tesa al rispetto degli obblighi sulla corretta identificazione e registrazione della clientela.

IL GIRO D'AFFARI Nel corso delle indagini finanziarie è stato, altresì, rilevato che la cocaina, acquistata purissima, aveva un costo originario di 15,00 Euro al grammo, per essere poi venduta, dopo operazioni di “taglio” che ne gonfiavano il quantitativo, a circa 100,00 Euro al grammo. E’ stato possibile accertare un’importazione con queste peculiari “modalità” in Friuli, nell’ultimo biennio, di circa 2 kg. di cocaina in gran parte sottoposta a sequestro a Udine o presso gli aeroporti internazionali di Malpensa, Lipsia, Leipzig e Koln-Bonn.

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I provvedimenti cautelari hanno raggiunto: F.M. di 32 anni cittadino italiano residente nella provincia di Udine; D.S. A. di 38 anni cittadino italiano de-facto residente nella provincia di Udine; Q.M.J.F. di 30 anni cittadino colombiano; C.B.L.V. di 29 anni cittadino colombiano; S.R.D.A. di 38 anni cittadino domenicano; M.V.F. di 29 anni cittadino domenicano.

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