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Mercoledì, 29 Giugno 2022
La tragedia del 4 ottobre 2019

Sparatoria in Questura, il 6 maggio il verdetto: Meran potrebbe evitare la condanna

Gli avvocati di parte civile: "Saremo i soli a invocare la condanna. Lo dobbiamo alle famiglie di Matteo e Pierluigi e alle migliaia di famiglie che si sono trovate nella stessa condizione, aver sacrificato i propri figli per rendere migliore il nostro paese". Il presidio di Fsp Polizia davanti al tribunale

Prevista per il 6 maggio la discussione in Corte d' Assise in merito al processo di Alejandro Augusto Stefan Meran, accusato del duplice omicidio degli agenti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego. Gli avvocati di parte civile (Valter Biscotti, Ilaria Pignattini, Rachele Nicolin, Cristina Birolla e Roberto Mantello), diffondono una nota in cui si dichiara che "Mai come in questo caso, in una Corte d'Assise, anche e soprattutto i giudici popolari sono chiamati a un difficile compito nel risolvere il dilemma tra ciò che la legge può prevedere e ciò che un senso di giustizia dovrebbe imporre. Ecco perché nella ricerca di quel senso di giustizia, in aula, probabilmente, saremo noi, e noi soli, sottoscritti avvocati di parte civile a invocare la condanna del Meran per il duplice omicidio".

Secondo gli avvocati "lo dobbiamo alle famiglie di Matteo e Pierluigi e alle migliaia di famiglie che si sono trovate nella stessa condizione, aver sacrificato i propri figli per rendere migliore il nostro paese". Riguardo alla perizia del consulente della Corte (e del PM), l'imputato "non era capace di volere al momento del fatto. Ciò porterebbe di fatto a un non luogo a procedere che consentirebbe a Meran di evitare la condanna".

Interviene con una nota anche Fsp Polizia di Stato, dichiarando che il giorno 6 maggio sarà presente in Foro Ulpiano dalle 9 alle 10 per un sit in, al fine di "esprimere solidarietà e vicinanza ai parenti delle vittime nella speranza che esse trovino conforto almeno nella giustizia italiana davanti a così tale tragedia che li ha colpiti, ha colpito la Polizia di Stato e la cittadinanza triestina, ancora sconvolta da così tanta crudeltà".

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