Cronaca

La sicurezza entra nella campagna elettorale: le reazioni politiche alla sparatoria di via Carducci

Dal governatore del Fvg Massimiliano Fedriga al sindaco Roberto Dipiazza, fino alle posizioni di Francesco Russo e Adesso Trieste, la condanna arriva unanime ma le differenze si fanno sentire

La sicurezza della città è destinata ad entrare nella campagna elettorale per la corsa a sindaco. La sparatoria avvenuta nella mattinata di oggi 4 settembre in via Carducci che ha provocato il ferimento di sette operai di origine kosovara ha innescato numerose reazioni politiche, sia a livello regionale che locale. Per il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza intervenuto su Telequattro si tratta di un grave episodio "ma la città resta sicura". Francesco Russo di Punto Franco invece dice "basta con la favola della città sicura". 

La Lega e il Partito Democratico

Se entrambi gli schieramenti politici esprimono unanime condanna sul grave episodio, le rispettive posizioni rappresentano il tradizionale atteggiamento sulla sicurezza. La Lega sostiene servano "misure draconiane per reprimere senza indugi ogni fenomeno di delinquenza che macchia l'immagine della nostra comunità" e chiede di intensificare i controlli "in quegli esercizi pubblici spesso gestiti da stranieri che rappresentano un punto di ritrovo per soggetti pericolosi". Il Partito democratico con la segretaria provinciale Laura Famulari chiede che "chi sta tra noi, lavora e condivide la vita della città, sia rispettoso della legge. Ma con questo episodio la misura è stata superata e servono provvedimenti da parte delle Forze dell'ordine".

Fratelli d'Italia, Forza Italia, Italia Viva e Adesso Trieste

Fratelli d'Italia con Claudio Giacomelli definisce il fatto "sconvolgente che in una città come Trieste possano imperversare bande di kosovari che si mettono a sparare ad altezza uomo. Diciamo no al Kosovo in Unione Europea". Forza Italia chiede di non minimizzare la gravità di "episodi estranei a cultura della città" mentre per Antonella Grim di Italia Viva "chiunque delinqua va perseguito dalle autorità competenti e una volta scontata la pena espulso". Nel dibattito politico entra anche Adesso Trieste. "Se fossero confermati i primi dettagli che arrivano dalla stampa - così Riccardo Laterza - si tratterebbe di un episodio violento che fa parte di un sistema di economia sommersa del quale purtroppo la nostra città soffre da tempo, in particolare nel mondo dell’edilizia. I lavori partiti dal bonus 110 non sono stati supportati da un incremento di organico. Ciò che si proponeva con tale bonus, cioè di rimettere in moto l'economia legata all'edilizia, ha finito col favorire ditte subappaltatrici che lavorano ai limiti della legalità, se non al di fuori". 

Futura, Sinistra in Comune e Podemo

Anche Futura con Franco Bandelli punta il dito contro "l'allarme di infiltrazioni di malavita nel settore dell'edilizia che è partito molto tempo". Sinistra in Comune afferma che "in nessun modo il gravissimo fatto di sangue di stamane deve stimolare da parte della popolazione un reazione di avversione contro le cittadine ed i cittadini di origine straniera - circa 20000 - che vivono e lavorano in questa città". Per Podemo infine "il peggioramento delle condizioni di sicurezza a Trieste, ormai è chiaro, deriva da precise scelte effettuate a Roma. Lo sciacallaggio politico è fuori luogo: nonostante le dichiarazioni roboanti di vari esponenti, i problemi durante la giunta Dipiazza sono rimasti esattamente gli stessi che si presentavano durante la giunta Cosolini".

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