Sparatoria in Questura, la testimonianza live: paura e lacrime per una poliziotta

La parole di un'agente in servizio durante la sparatoria avvenuta oggi in Questura diffuse in un audio su Whatsapp

Foto Aiello

"Siamo in ostaggio all'interno della Questura". Comincia così quella che appare come la testimonianza di una poliziotta in servizio nel pomeriggio di oggi, 4 ottobre, in Questura, in un audio diffuso su Whatsapp che appare veritiero visto l'argomento e i toni del racconto.

La cronaca della tragedia

Il racconto

"Ho sentito degli spari. Ho aperto la porta d'ingresso e un secondo dopo li ho sentiti" dichiara la donna. "Sono state arrestate due persone - ha specificato -, credo siano due dominicani. I miei colleghi sono con loro all'ufficio volanti. Hanno preso loro una o due pistole e hanno cominciato a sparare. Sono lì, sono feriti. Ero senza pistola e mi sono dovuta rifugiare. Mi sono nascosta prima in uno scantinato, poi in ufficio. Uno è uscito dalla Questura con l'arma in mano, l'hanno ucciso. L'altro si è nascosto nei sotterranei". 

Le lacrime

Sono bastati pochi secondi e la linea che divide le paure più nascoste e la realtà è diventata sempre più sottile, fino a coincidere. Un ultimo filo di voce, tra le lacrime: "Credo che i miei colleghi siano morti".

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