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Paura in via Madonnina, esplode colpi a salve dentro la corte, denunciato

L'uomo, un trentanovenne di nazionalità moldava, è stato fermato dall'intervento della Squadra Volante. Sul posto anche i carabinieri, oltre i sanitari del 118. Sequestrata l'arma. Il racconto shock del titolare delle Bracerie Venete: "Sono salito al piano, ho suonato e mi ha fatto entrare in casa. Lì ha tirato fuori la pistola"

TRIESTE – “Era due giorni che sparava, già ieri abbiamo fatto chiamare il proprietario ma ci hanno detto che una persona si era messa a fare dei lavori in casa”. A parlare sono alcuni residenti che nella serata di ieri 3 gennaio sono stati testimoni dell’arresto, avvenuto in un appartamento di via Madonnina a Trieste, di un trentanovenne di nazionalità moldava. L’uomo, visibilmente ubriaco, ha esploso diversi colpi a salve in direzione della corte interna del civico 5 ed è stato denunciato in stato di libertà. 

Il racconto dell’ennesimo fatto di cronaca 

Tutto inizia con alcuni rumori violenti, “come dei petardi”, che i clienti del ristorante Le Bracerie Venete avvertono durante la cena. Sono circa le otto di sera. “Era pieno di gente qui - racconta il titolare –, erano spaventati che qualcosa stesse crollando”. Per tranquillizzare l’atmosfera e soprattutto per capire cosa succede, decide di salire ai piani dell’edificio. Suona il primo campanello. Passa qualche secondo. Dall’altra parte gli apre un giovane. “Sei tu forse che stai facendo dei lavori? Forse stai battendo su un tubo?”. L’uomo non risponde alla domanda, ma lo invita ad andare “di là”, verso la camera da letto. “A quel punto sono entrato in camera da letto e lui, da dietro, tira fuori la pistola e la carica”. I secondi scorrono lentissimi e solo il sangue freddo del titolare evita il peggio. “Gli chiedo da dove provengono i rumori, apro la finestra e guardo giù”. A quel punto pensa di saltare fuori dalla finestra. Poi invece “la butto sul ridere, gli dico di farmi vedere la pistola, che bella, gli ripeto”.

"Sono stati bravissimi, l'hanno fermato subito"

In quell’istante ecco che il giovane moldavo gli fa vedere "il colpo”. La pistola, secondo la testimonianza, non ha il beccuccio rosso, ma come confermato dalle forze dell’ordine è “di quelle in libera vendita, che sparano a salve”. I secondi passano lenti. Il titolare si gira verso la porta e si dirige verso gli altri appartamenti. “Vado a vedere dai ragazzi di sopra”, e sparisce. La porta dell’appartamento si chiude. Le forze dell'ordine vengono allertate immediatamente. Sul posto arrivano gli equipaggi della Squadra Volante della questura di Trieste e dei carabinieri. La centrale operativa della Sores invia anche i sanitari del 118, a cui viene chiesto di rimanere sulla strada perché “la scena non è sicura”. Il blitz dura pochi secondi. La polizia entra nell’appartamento e immobilizza l’uomo. Una volta individuata, la pistola viene sequestrata dalla polizia. “Sembrava come se stesse sparando dentro la sala - conclude -, sono stati bravissimi, l’hanno arrestato subito". 

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