"Una voce mi ha detto di uccidere", la dichiarazione di Meran dopo l'assassinio

Novità anche sulla rapina avvenuta prima della sparatoria: sullo scooter sarebbero stati in due e Alejandro avrebbe indossato il casco

“Ho sentito una voce che mi diceva di uccidere” ha detto Alejandro Augusto Stephan Meran alla prima visita psichiatrica prima del trasferimento in carcere. Come rileva il TGR FVG in un servizio di Antonio di Bartolomeo, il 29enne dominicano non avrebbe mostrato segni di pentimento né sembrerebbe essersi reso conto del suo efferato gesto, mostrando soprattutto preoccupazione per la sua ferita all'inguine. Queste le informazioni trapelate nell'attesa di una perizia psichiatrica, che stabilirà quanto la salute mentale dell'assassino fosse compromessa al momento del crimine. 

Poliziotti uccisi, la questione delle fondine arriva in Parlamento

Dubbi anche sulla rapina del motorino avvenuta alle 6:40 della mattina: una testimone oculare, che ha chiesto di restare anonima, ha rivelato al TGR che il dominicano sarebbe stato in sella al motorino insieme alla presunta proprietaria del mezzo, e avrebbe indossato il casco. La donna sarebbe stata poi spinta giù dal mezzo.

"Come un cavallo imbizzarrito", le parole della testimone che ha incrociato il killer in via Carducci

La madre di Alejandro Meran, nel frattempo, è stata oggi al palazzo di giustizia insieme all'avvocato di fiducia, che ha confermato di avere con sè dei documenti, raccolti durante la permanenza dell'assassino in Baviera, che proverebbero la malattia mentale dell'uomo.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Covid, Fedriga: “Il Fvg non andrà in zona rossa”

  • Trovata morta in mare a Grignano: aveva 62 anni

  • I migliori panifici di Trieste secondo il Gambero Rosso

  • Il Wi-Fi in casa è pericoloso per la salute: l'Iss fa chiarezza

  • Covid, Fedriga: "Rt in calo, possibile ritorno in zona gialla dalla prossima settimana"

  • Indietro fino ad inizio ottobre, nei 1432 positivi di oggi "pesano" i dati di Insiel

Torna su
TriestePrima è in caricamento