Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

Spedizione in Antartide per il Triestino Daniele Karlicek

La calotta di ghiaccio antartica rappresenta un archivio d’inestimabile valore: racchiude la composizione dell’atmosfera del passato, racchiusa nelle bolle d’aria intrappolate nel ghiaccio Daniele Karlicek, del Dipartimento di Matematica e...

La calotta di ghiaccio antartica rappresenta un archivio d'inestimabile valore: racchiude la composizione dell'atmosfera del passato, racchiusa nelle bolle d'aria intrappolate nel ghiaccio

Daniele Karlicek, del Dipartimento di Matematica e Geoscienze dell'Università di Trieste, partirà sabato 9 novembre per la base italo francese di Concordia a Dome C in Antartide, a 3200 m di quota per una campagna di ricerche paleoclimatiche. La sua partecipazione alla XXIX Campagna Antartica 2013-2014 si inserisce nell'ambito delle attività di ricerca svolte presso il Laboratorio di Geochimica Isotopica dell'Università di Trieste e coordinate dalla Dott.ssa Barbara Stenni.

È la terza volta che Daniele Karlicek partecipa a una spedizione in Antartide e la seconda volta che torna a Dome C, questa volta "solo" per tre mesi, dopo aver passato nel 2010 un intero anno nella stazione di ricerca internazionale di Concordia.

Il Laboratorio di Geochimica Isotopica si occupa da molti anni delle ricerche paleoclimatiche che utilizzano le informazioni racchiuse nelle carote di ghiaccio prelevate in Antartide. La calotta di ghiaccio antartica rappresenta un archivio d'inestimabile valore: racchiude al suo interno sia le precipitazioni che la composizione dell'atmosfera (contenuto dei gas serra) del passato, racchiusa nelle bolle d'aria intrappolate nel ghiaccio.

A Trieste viene analizzata la composizione isotopica dei costituenti della molecola d'acqua, ossigeno e idrogeno, preservata nel ghiaccio. La ricostruzione delle temperature del passato si basa sulla correlazione che si riscontra fra la temperatura al suolo e la composizione isotopica, il così detto «termometro isotopico».

La partecipazione dell'Ateneo triestino al progetto PRE-REC vuole appunto approfondire i legami esistenti fra le proprietà geochimiche (isotopi stabili) e microfisiche (morfologia dei cristalli) della precipitazione solida e le condizioni locali di condensazione in atmosfera nonché le condizioni termodinamiche delle masse d'aria umida, dalla loro sorgente fino all'interno del continente antartico. Tracciare la dinamica e la termodinamica delle masse d'aria attuali che producono precipitazione sulla calotta è di fondamentale importanza per comprendere correttamente l'informazione sul clima passato racchiusa nelle carote di ghiaccio antartiche.

Il progetto PRE-REC che inizia con questa campagna "estiva" antartica e che durerà per due anni, rientra nel Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) e prevede una collaborazione fra il nostro Ateneo, l'Istituto di Fisica Applicata del CNR di Firenze (dott. Massimo Del Guasta), che coordina il progetto, e il Centro Ricerche Casaccia dell'ENEA di Roma (Dott. Paolo Grigioni).

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