"Stop asporto dalle 18 nei bar e regioni ‘chiuse’ in zona gialla", Speranza presenta il nuovo Dpcm

Il ministro illustra le restrizioni del nuovo Dpcm dopo il 15 gennaio: "Si potrà ricevere a casa massimo due persone non conviventi e sarà stabilito l'ingresso in area arancione di tutte le Regioni a "rischio alto" secondo i 21 parametri. Musei aperti in zona gialla"

Roberto Speranza. Foto: Ansa

"Confermare il divieto di spostamento tra Regioni anche in zona gialla, ridurre gli assembramenti negli spazi antistanti i locali pubblici a rischio di aggregazione attraverso la limitazione dell'asporto per i bar a partire dalle 18, confermare l'indicazione di poter ricevere a casa massimo due persone non conviventi (come già avvenuto durante le vacanze di Natale) e stabilire l'ingresso in area arancione di tutte le Regioni a "rischio alto" secondo i 21 parametri". Queste le intenzioni del Governo, che saranno confermate dal prossimo Dpcm dopo la scadenza di quello precedente, fissata per venerdì 15 gennaio. Lo dichiara il ministro Roberto Speranza nel suo discorso alla Camera stamattina, mercoledì 13 gennaio. Resta da comprendere se, leggendo il testo del nuovo Dpcm, la misura sul divieto d'asporto dalle ore 18 riguarderà tutti i locali del settore ristorazione, quindi anche ristoranti e pizzerie ad esempio, oppure se, come si è espresso il ministro, avrà esclusivo riferimento ai "bar". Prevista, inoltre, l'apertura dei musei in zona gialla.

"La situazione sta peggiorando"

Analizzando i dati della pandemia, il ministro Speranza ha spiegato: "Si osserva un evidente peggioramento della situazione, aumentano contemporaneamente l'Rt, l'incidenza, il tasso di occupazione delle terapie intensive e i focolai di origine sconosciuta. Siamo ad un nuovo cambio di fase, l'epidemia è in una nuova fase espansiva".

Con riferimento al prossimo Dpcm in via d'adozione da parte del governo, il ministro ha pertanto dichiarato: "Quando tutti i parametri peggiorano contemporaneamente, abbiamo l'obbligo di prendere nuove misure proporzionali al rischio di una diffusione incontrollata dell'epidemia". Per le ragioni esposte, il governo ritiene prima di tutto necessario prorogare fino al 30 aprile lo "Stato di emergenza" che scade il 31 di gennaio. Nella giornata di lunedì abbiamo anche avviato con le Regioni il lavoro di stesura del nuovo Dpcm che sostituirà quello in scadenza il 15 di gennaio. Nel nuovo decreto prevediamo una conferma delle misure fondamentali già vigenti e del modello per fasce differenziate".

La crisi politica

Il ministro Speranza ha poi toccato il tema della crisi politica, innescata da Matteo Renzi ed Italia Viva, che in giornata dovrebbe far mancare il proprio appoggio alla maggioranza: "Con riferimento alle tensioni di questi giorni - ha detto -, voglio rivolgere a tutti un accorato messaggio di resposabilità, per l'unità a Roma come in tutte le Regioni d'Italia. Siamo all'ultimo miglio per vincere questa lunga battaglia che stiamo conducendo da mesi contro questo terribile nemico invisibile. Adesso serve più che mai una leale collaborazione unitaria, a Roma come in tutte le Regioni". Il ministro ha quindi sottolineato che le prossime saranno "settimane durissime", poiché "il virus potrà tornare a colpirci duramente e dovremo anche fronteggiare un'epocale campagna di vaccinazione". Quindi l'appello a "tenere fuori la salute degli italiani da vere o presunte tensioni elettorali".

Il ministro Speranza ha poi evidenziato che "il virus ha i giorni contati, perché grazie ai nuovi vaccini potremo sconfiggere questo nemico che ha così duramente colpito il nostro pianeta". Il ministro ha anche però ricordato che "dovremo convivere con la circolazione del virus fino a quando le vaccinazioni non avranno avuto un vero impatto a livello epidemiologico. In tutta Europa sta montando una vera e propria tempesta, Angela Merkel ha detto la verità quando ha affermato che ci aspettano i mesi più duri della pandemia. Il virus può di nuovo colpirci molto duramente". 

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