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Mercoledì, 29 Giugno 2022
In collaborazione con il teatro Rossetti / Barriera Nuova - Città Nuova / Via del Coroneo

I detenuti diventano attori: applausi per lo spettacolo al Coroneo

Lo spettacolo per la regia di Elisa Menon ha emozionato il pubblico, che eccezionalmente ha potuto accedere alla casa circondariale. Si tratta della performance conclusiva del corso di teatro promosso da Enaip FVG e dalla casa Circondariale stessa e realizzata dalla Compagnia Fierascena in un percorso di collaborazione con il teatro Rossetti.

I detenuti diventano attori nello spettacolo “Questo immenso – dialoghi con il tempo e con il cuore umano”, andato in scena al carcere del Coroneo oggi, giovedì 26 maggio, alle 15, mentre una replica (sold out) è prevista domani alla stessa ora. Lo spettacolo, per la regia di Elisa Menon, è la performance conclusiva del corso di tratro Rinascere dalle ceneri” promosso da Enaip FVG e dalla casa Circondariale stessa e realizzata dalla Compagnia Fierascena in un percorso di collaborazione con il teatro Rossetti.

Lo spettacolo è una riflessione recitata sul tempo, quello che in carcere non passa mai, l’unità di misura che definisce la gravità della pena per la popolazione detenuta. Parte del testo è stata scritta dagli attori stessi, che stanno scontando la pena al Coroneo e, proprio per questo, restituiscono allo spettatore un vivo e appassionato punto di vista interno al tema. Un’esperienza che trapela dall’intero spettacolo, costruito durante il percorso di formazione e improvvisazione teatrale in sinergia con la regista, che è anche parte del cast.

“Non c’è un copione vero e proprio – ha dichiarato Elisa Menon – ma si crea una relazione tra attore e regista, è un incontro di bisogni grazie agli strumenti del teatro”. Lo spettacolo sarebbe dovuto andare in scena alla sala Bartoli del Rossetti, ma la pandemia ha reso necessaria la rappresentazione nella casa circondariale. Un inconveniente che ha tuttavia reso possibile un’occasione unica e interessante per gli spettatori. 

I giovani interpreti hanno saputo regalare al piccolo pubblico (ristretto per ragioni logistiche, ma che ha comunque occupato tutti i posti disponibili) una rosa di emozioni, dalla pesantezza del tempo alla voglia di riscatto, alla solidarietà tra compagni di cella, a volte in grado di inventare la speranza e materializzare perfino il mare all’interno di quattro mura. Toccante soprattutto il loro sguardo alla fine dello spettacolo, quando gli applausi calorosi degli spettatori hanno creato per un momento una connessione tra il mondo interno al carcere e il tanto agognato mondo esterno, come un’anticipazione dell’auspicato inserimento nella società alla fine della pena. 

Al termine dello spettacolo il direttore della casa circondariale Graziano Pujia è intervenuto per parlare della funzione riabilitativa del carcere, con l’augurio che, con esperienze come questa “il tempo in carcere non sia tempo sprecato, ma un’occasione per riscattarsi e riscoprire le proprie potenzialità”.

Presente anche la responsabile dell’area comportamentale del carcere, che ha sottolineato come “il pubblico di oggi rappresenta un ponte tra la società libera e i detenuti, a cui dev’essere concessa una seconda possibilità di riscatto, ed è giusto che la società sia pronta a rischiare per questo”.

Lo spettacolo è stato diretto da Elisa Menon, fondatrice di Fierascena, esperta di Teatro sociale ed Applied Theater. Conduce laboratori teatrali nelle carceri di Gorizia e Trieste in contesti di fragilità e di emergenza in cui il teatro diventa una risorsa di benessere per chi lo pratica. Gli interpreti, oltre alla regista stessa, sono Giulia Possamai, Luis Alberto, Leudy, Aimen, Luca e Leonard. 

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