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Triestina, Pontrelli: «Concordato operazione di trasparenza: zero proposte di acquisto»

Il presidente della società, in compagnia di Pancrazio Di Piero, hanno spiegato che sono disposti a chiudere anche in 15 giorni un un assegno circolare la questione debitoria: «Vogliamo essere trasparenti e vendere, ma non lasceremo in mano a persone poco serie»

La situazione economica in cui versa l'Unione Triestina 2012 di Marco Pontrelli è figlia anche di «un errore di cui ci assumiamo tutta la responsabilià, ma purtroppo una PEC (posta certificata) che ci avevano detto fosse chiusa, invece era ancora utilizzata e quindi si è arrivati ad alcune situazioni poco piacevoli (per esempio il caso delle maglie non pagate). Abbiamo pagato le conseguenze delle nostro colpe, forse dovuta all'inesperienza».

Marco Pontrelli e Pancrazio Di Piero hanno cercato di fare chiarezza nel corso di una conferenza stampa tenuta questa mattina al Rocco. Sul tavolo i molti temi caldi, da quello economico/finanziario a quello sportivo. «Abbiamo intrapreso questa strada, un concordato in bianco e da qui a 15 giorni - hanno spiegato - dovremo dimostrare con piano di rientro, bilanci e quant'altro di essere in grado di coprire i debiti: non è un'operazione volta a "violentare i creditori", anzi, abbiamo fatto tutto per chiudere il pregresso e ripartire da zero. Allegheremo poi un assegno circolare con un'alta percentuale di copertura dei debiti: vogliamo sottolineare che fin qui non abbiamo guadagnato nulla, anzi, ci abbiamo rimesso pagando il 140% del dovuto, ingrassato gli studi di avvocati e professionisti».

«I piani si sono modificati ogni minuto, chiedo scusa se avevo detto che entro l'estate avrei estinto i debiti - ha spiegato Pontrelli -. Il problema principale è stato quello operativo, piuttosto che economico: io e Pancrazio non abbiamo mai ricevuto aiuto da nessuno. Ora vogliamo dedicarci anima e cuore a saldare i debiti perché questo è il nostro obiettivo: a 15/20/60 giorni a seconda di quello che dirà il Tribunale».

«Ci sono stati degli sbagli a livello organizzato e comunicativo, ma anche i media hanno sbagliato - accusa il presidente -. Non chiudiamo la porta rispetto a quello che abbiamo detto qualche settimana fa: se ci sono interessati solidi alla società, allora lasciamo. In questi giorni ci siamo posti delle domande: ha senso investire i nostri soldi, anche se vengono messe in discussione le nostre decisioni e i nostri figli subiscono attacchi extra calcistici?».

«Si è parlato, sulla stampa e in Comune, di diverse cordate pronte a rilevare, ma al momento non ho ricevuto neanche una proposta seria. Di briganti in giro per l'Italia ce ne sono tanti, c'è anche ci ha offerto moneta liquinda, ma da grande stupido quale sono - ha detto Pontrelli - ho preferito lasciare perdere. Se questi signori sono davvero interessari li invito qui in sede e davanti a voi giornalisti (come garanti) tratteremo con trasparenza: non ho nulla da nascondere».

«Io tengo alla Triestina, ma tengo pure, di più, a Marco Pontrelli: do la mia parola - ha promesso il presidente - che lascerò solo a persone serie. A questo punto però aspettiamo la fine del concordato, poi aspettiamo qualcuno che compri, ma a Trieste non viene nessuno: se venisse qualcuno sarebbe la nostra salvezza perchè stiamo lavorando in continuo conflitto. Ma la nostra colpa qual è? Aver salvato la Triestina?».

«Concluso il concordato, se restermo qui, ci metteremo a tavolino, con le istituzioni che non ci hanno mai aiutato, con i tifosi (non per i soldi degli abbonamenti, ma perchè la squadra ha bisogno dei suoi sostenitori), con voi della stampa, e valuteremo come e se continuare».

Per quanto riguarda le questioni legate al campo, alle dimissioni del direttore sportivo e dell'allenatore, ai conflitti interni alla squadra e il budget post-concordato, Pontrelli ha spiegato che «il mercato è stato fatto con un budget tre volte superiore ad altre squadre, tutto era in mano al ds che si è fatto una squadra e poi si è dimesso dopo cinque partite, nonostante avesse avuto carta bianca. Quanto ai giocatori, gli ho parlato e sanno che se non arriveranno i risultati nei prossimi quindici giorni taglieremo qualcuno e i rimborsi (anche in vista del concordato che costringe a questa scelta)».

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